Le mani dei Contini sul San Giovanni Bosco: “I medici si mettevano a disposizione”

Le mani dei Contini sul San Giovanni Bosco: “I medici si mettevano a disposizione”

Il collaboratore di giustizia: “Il clan controllava parcheggi, mensa e reparto di terapia intensiva”


NAPOLI – Emerge un quadro inquietante dopo l’operazione di questa mattina che ha portato all’arresto di 11 affiliati al clan Contini. Il gruppo criminale, infatti, controllava in lungo e in largo l’attività dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, sono intervenuti arrestando 11 persone accusate di estorsione, associazione mafiosa e di aver infiltrato il clan all’interno dell’ospedale.

Dalle indagini è emerso che il clan Contini nell’ospedale controllava i parcheggi, la mensa e addirittura il reparto di terapia intensiva. E in tal senso fondamentali sono state le parole di un collaboratore di giustizia ed ex affiliato al clan Sautto-Ciccarelli del parco Verde di Caivano. Ha raccontato agli inquirenti che nel 2018, quando una parente del boss Sautto rimase gravemente ferita in un incidente stradale, si rivolsero ai Contini per avere un trattamento di favore in ospedale.

“Non pagavamo il parcheggio – ha dichiarato – e quando entravamo nel reparto, i medici si mettevano a disposizione, ci davano i camici e ci facevano entrare anche in terapia intensiva”.

Ecco chi sono gli arrestati

In carcere sono finiti Ciro Aieta, Carmine Botta, Giuseppe Buccelli, Gennaro De Luca, Gaetano Esposito, Luigi Perrotta e Domenico Scutto, mentre ai domiciliari Eugenio Finizio, Raffaele Schiano e Luca Botta. Attualmente irreperibile un 45enne, ritenuto tra i cassieri del clan.