Melito, don Carmine scrive al Ministro: “Ci aiuti a restaurare la Chiesa di Santa Maria delle Grazie”

Melito, don Carmine scrive al Ministro: “Ci aiuti a restaurare la Chiesa di Santa Maria delle Grazie”

All’interno, il testo della lettera inviata al Ministro Sangiuliano


MELITO – Interventi urgenti per la restaurazione della Chiesa di Santa Maria delle Grazie di Melito. È quello che ha chiesto in una lettera inviata al Ministro della Cultura Sangiuliano il parroco don Carmine Autorino.

Questo il testo

“Signor Ministro, voglia gradire l’espressione della più viva gratitudine per l’ammirevole benevolenza con cui segue e lavora con amore per i beni Culturali in Italia, autentico polo di attrazione di tutto il mondo.

Dopo aver chiesto ed ottenuto udienza privata dal Signor Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo emerito di Napoli, ed essermi confrontato con lui in merito al mio attuale incarico pastorale, ho accolto il suo sapiente consiglio e pertanto apro il cuore a Lei uomo di vera cultura e di grande umanità. È ammirevole il fatto che riesce ad avere attenzione per tutto, lo ha dimostrato seguendo la vera cultura e le visite ed i lavori ai nostri siti di ogni dove. Per questo Le scrivo unitamente ai miei collaboratori sacerdoti ed al consiglio pastorale e affari economici parrocchiale.

Sono don Carmine Autorino, parroco della suddetta Parrocchia e a breve auspichiamo anche Santuario intitolato al Protomartire Stefano, patrono della città di Melito sin dal primo millennio. Caro dottore inizio col dire che sono stato inviato dall’Arcivescovo pro tempore di Napoli in questa zona pastorale solo lo scorso 1°ottobre. Bisogna dire che in realtà da almeno tre decenni in nessun modo sono stati effettuati interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’intero edificio di culto, nonché di interventi di restauro dell’imponente e monumentale chiesa madre della città, opera architettonica del noto architetto Giuseppe Astarita, allievo del Vanvitelli, risalente al XVIII secolo.

Solo per cominciare bisognerebbe intervenire per la messa in sicurezza dell’intera struttura per permettere lo svolgimento regolare delle molteplici attività pastorali e liturgiche (solo il catechismo coinvolge 400 bambini circa oltre ai circa 300 adolescenti e giovani che gravitano nell’oratorio parrocchiale).

A questo si aggiunge la totale assenza delle risorse economiche provocate da una profonda crisi economico-sociale della città e da un tessuto sociale e urbano molto precario e degradato nonostante le diverse attività di carità a sostegno delle famiglie più fragili.

Con la presente chiedo umilmente a Vostra Eccellenza di voler concedere un congruo contributo economico, dai fondi a sua disposizione o dal fondo emergenza beni culturali, per la messa in sicurezza ed il restauro del monumentale complesso architettonico parrocchiale (stiamo per celebrare il 250° anniversario dell’apertura al culto: era la notte di Natale del 1775).

Eccellenza, veramente non abbiamo possibilità economiche per questo intervento significativo di restauro, che a detta dell’ingegnere che sta curando la fase di indagine del progetto dell’intero edificio parrocchiale è di circa due milione di euro.

Certi di una sua benevola risposta, le assicuriamo il nostro sostegno e la nostra profonda gratitudine. Con viva cordialità, Il Parroco e la comunità ecclesiale melitese”