Napoli, madre assolta dall’accusa di avvelenamento: «Ridatemi le mie Figlie»

Napoli, madre assolta dall’accusa di avvelenamento: «Ridatemi le mie Figlie»

L’accusa nel 2016, ma dalle perizie è emerso che le figlie erano affette da una mutazione genetica che impediva di smaltire farmaci


NAPOLI/ROMA – La fine di un incubo e l’inizio di un altro per Marina Addati: in una stanza della Corte di Appello di Roma, i giudici hanno pronunciato una sentenza di assoluzione piena. Per Marina, cittadina napoletana, pendeva l’accusa di aver tentato di avvelenare le sue due figlie piccole, somministrando potenti medicinali soporiferi. L’accusa, che l’ha perseguitata per 8 anni, è stata finalmente smentita, restituendole dignità.

Infatti, nonostante la tripla assoluzione, una a Napoli, ormai definitiva, e due a Roma, Marina Addati non ha ancora potuto riabbracciare le sue bambine, oggi di 11 e 8 anni. Entrambe sono attualmente affidate ai parenti, e sia per Marina che per il marito è stata disposta la revoca della potestà genitoriale. Il ritorno a casa delle due piccole non è affatto scontato, e la battaglia legale continua.

L’inizio del processo

Le accuse contro Marina risalgono al 2016, quando le indagini portarono al suo arresto e a 32 mesi di detenzione. La Procura sosteneva che Marina fosse affetta dalla sindrome di Munchausen, una patologia che induce il tutore a simulare o causare malattie nel proprio figlio per ottenere attenzione. Nei corpi delle due bambine furono infatti trovati segni di un potente soporifero, ma durante il processo, è emerso che le figlie presentavano una mutazione genetica che impediva loro di smaltire i farmaci

Le assoluzioni e l’appello della madre

Una volta smontate le accuse in tutte le sedi giudiziarie, le capacità attitudinali di Marina sono state attentamente rivalutate, dimostrando che non soffre di disturbi della personalità e che è ben integrata e cosciente, facendo cadere le richieste di condanna a 14 anni da parte dell’accusa.

«Ridatemi le mie figlie, voglio la mia famiglia», ha dichiarato Marina, che sebbene sia stata dichiarata innocente, continua a lottare contro un sistema giudiziario che non ha ancora restituito a una madre la possibilità di riabbracciassi con le sue bambine.