Napoli, rischio overbooking dei voli low cost da Capodichino: perchè accade e cosa fare

Napoli, rischio overbooking dei voli low cost da Capodichino: perchè accade e cosa fare

A lanciare l’allarme è Cesare Foà, Presidente di Advunite- Aidit Campania Federturismo, l’associazione delle agenzie di viaggi e tour operator


NAPOLI – “L’overbooking dei voli delle compagnie aeree low cost è un fenomeno in forte aumento all’Aeroporto di Capodichino, dovuto a due fattori principali: aumento dei passeggeri e dei turisti a Napoli e insufficienza di aerei ed equipaggi. Purtroppo, a farne le spese sono proprio i viaggiatori che restano a terra e che, se non prendono le dovute precauzioni, rischiano anche di perdere i soldi degli hotel e dei trasferimenti già prenotati”.

A lanciare l’allarme è Cesare Foà, Presidente di Advunite- Aidit Campania Federturismo, l’associazione delle agenzie di viaggi e tour operator. Nelle ultime settimane, molti viaggiatori hanno segnalato problemi di overbooking con le compagnie aeree all’Aeroporto di Napoli. In pratica, una volta arrivati in aeroporto sono stati avvertiti al check in che non potevano imbarcarsi perché erano stati venduti più biglietti della capienza dell’aereo. Si tratta, insomma, di un problema di sovraprenotazione, abbastanza comune in tutto il mondo, ma che coinvolge soprattutto le compagnie low cost.

Questa l’intervista rilasciata a fanpage.it

Presidente Foa, che sta succedendo a Capodichino?

Abbiamo registrato nell’ultimo periodo un incremento delle segnalazioni di overbooking. Considerato che l’aeroporto di Napoli è utilizzato in gran parte da compagnie low cost, il motivo di questo fenomeno potrebbe essere legato all’aumento dei flussi turistici e al conseguente aumento dei passeggeri. La normativa al momento non prevede protezioni per i clienti vittima di overbooking, esponendoli a subire disagi notevoli. Infatti, dopo il Covid sono nati molti studi legali che difendono i clienti da tali situazioni. A nostro giudizio si tratta di una pratica scorretta, inevitabile, ma che andrebbe sanzionata in quanto i passeggeri sui voli low cost hanno già pagato il proprio biglietto e non ci saranno posti vuoti.

Perché?

La normativa prevede un rimborso economico da parte della compagnia, il cui importo dipende dalla distanza del viaggio. Si va dai 250 euro per voli di 1.500 km, a 400 euro per 3.500 km, a 600 euro per viaggi più lunghi. Ma i rimborsi sono tagliati se il passeggero rifiuta di imbarcarsi sul volo alternativo proposto, cosa che accade spesso, considerato che in alcuni casi il volo potrebbe essere anche una decina di giorni dopo. Alcune compagnie poi non restituiscono soldi cash, ma utilizzano i voucher. Il problema, poi, è che la compagnia non rimborsa anche i costi delle prenotazioni di alberghi e trasferimenti, per i quali bisogna fare delle assicurazioni a parte. Se si sono scelte tariffe non rimborsabili si rischia di perdere tutto.

In base a quali principi viene escluso un passeggero?

Questo è un altro problema, perché i criteri seguono decisioni unilaterali. Spesso viene penalizzato chi arriva più tardi al check-in.

Quali possono essere le soluzioni?

Anticiparsi in Aeroporto per il chek-in può essere utile. Ma l’unica garanzia è l’assicurazione. Molte agenzie di viaggi – tutte quelle aderenti a Advunite- Aidit Campania Federturismo – proprio per evitare questo tipo di problemi ai loro clienti già da anni propongono pacchetti assicurati. In questi casi, la responsabilità passa all’agente di viaggi che tramite i suoi legali provvederà al rimborso della vacanza secondo le normative in essere.

FONTE: FANPAGE.IT