Oltre 200mila tonnellate di rifiuti pericolosi sversati nell’ex cava da bonificare: arrestato imprenditore

Oltre 200mila tonnellate di rifiuti pericolosi sversati nell’ex cava da bonificare: arrestato imprenditore

È l’ex cava Suarez ai Camaldoli: sequestrati in via preventiva macchinari e mezzi per un milione di euro


NAPOLI – Oltre 200mila tonnellate di rifiuti pericolosi, tra cui amianto e idrocarburi, sepolti nell’ex Cava Suarez in via Sant’Ignazio di Loyola, nella zona dei Camaldoli a Napoli. Una cava che doveva essere bonificata e che invece ha visto “ospitare” anche i rifiuti prodotti dagli scavi della nuova metropolitana dell’Aeroporto di Capodichino. La scoperta dopo l’indagine della Procura che ha portato all’arresto dell’imprenditore Bruno Sansone, che si sarebbe dovuto occupare del risanamento dell’area, finito ai domiciliari.

L’operazione della Procura della Repubblica di Napoli, Sezione V “Ambiente Edilizia Urbanistica”, guidata dal sostituto procuratore Giulio Vanacore e coordinata dal procuratore capo Nicola Gratteri, è scattata stamattina. In campo Polizia Locale di Napoli, carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico e Guardia di Finanza con il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria che hanno eseguito una ordinanza applicativa di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale partenopeo, Antonio Baldassarre, su richiesta della Procura, nei confronti dell’imprenditore campano attivo nei settori dell’edilizia e dello smaltimento rifiuti. Nei suoi confronti gravi indizi di reato per inquinamento e disastro ambientale.