Omicidio ad Angri, Mario Carotenuto ucciso e trovato in una pozza di sangue: disposta l’autopsia

Omicidio ad Angri, Mario Carotenuto ucciso e trovato in una pozza di sangue: disposta l’autopsia

Al momento gli inquirenti starebbero seguendo la pista di una lite scoppiata in uno dei locali della movida di Angri, poi sfociata nel delitto. Ma nessuna ipotesi è esclusa


SALERNO – Mario Carotenuto, detto ‘o guerriero, è stato ucciso nella notte tra sabato 15 e domenica 16 giugno ad Angri, in provincia di Salerno. Il 35enne è stato trovato in strada in una pozza di sangue, precisamente all’incrocio tra via Procida e via Risi.

Come riportato ieri, il giovane, che abitava poco distante dal luogo dell’aggressione, sarebbe stato accoltellato più volte, probabilmente al culmine di una lite scoppiata nei locali del paese e degenerata poi in strada.

Omicidio ad Angri

Le indagini, coordinate dalla procura di Nocera Inferiore, sono state affidate ai Carabinieri del reparto territoriale di Nocera. Stando alle ultime notizie sul caso, il 35enne non sarebbe stato soccorso da nessuno. Quando i soccorritori del 118 sono arrivati sul posto, purtroppo, l’uomo era già privo di vita.

Il sostituto procuratore Michele Migliardi ha disposto l’autopsia sul cadavere, che sarà eseguita nelle prossime ore all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore.

Alcune persone della zona avrebbero raccontato di aver sentito gli spari, ma non sono stati ritrovati bossoli. Non è chiaro, dunque, se sia stato centrato anche da uno o più colpi da arma da fuoco. A verificare questa ipotesi sarà l’esame autoptico.

Essenziali saranno anche i filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza della zona.

Il cordoglio

Come riportano i quotidiani locali, Mario Carotenuto era un ragazzo solitario e aveva problemi di tossicodipendenza.

L’assessore alle politiche sociali del comune di Angri, Maria D’Aniello, ha scritto sui social:

Lo conoscevo bene Mario Carotenuto, da anni. Mario era un bravo ragazzo, genitori perbene, la sua mamma posso definirla mamma coraggio. Quante volte abbiamo cercato di aiutarlo attraverso i Servizi Sociali, ma Mario era vittima di un sistema antico che nessuno mai e’ riuscito a combattere veramente.

Ho incontrato Mario 20 giorni fa, venne a chiedermi un lavoro, consapevole che mai poteva iniziarlo, la droga aveva da anni preso il sopravvento su di lui, la sua mente era annientata.

Con me è sempre stato gentile e mai violento. Con la sua coraggiosa e umile mamma siamo sempre in contatto, non si e’ mai arresa, chiedeva aiuto, ma qualsiasi cosa si prospettata Mario non l’accettava. Mario era un bravo ragazzo con la sfortuna di aver incontrato nella vita dei “cattivi ragazzi “.

Non giudichiamo male questo ragazzo, e’ un figlio di mamma come tutti, che ha pagato con la morte la malvagità e la cattiveria di un sistema malato. Riposa finalmente in pace Mario, tvb. Solo silenzio e preghiere.