Reclutavano operai e li costringevano a 12 ore di lavoro senza alcuna tutela: condannati imprenditore ed ex assessore

Reclutavano operai e li costringevano a 12 ore di lavoro senza alcuna tutela: condannati imprenditore ed ex assessore

I lavoratori obbligati a firmare dei fogli bianchi ogni mese sotto minaccia di non corrispondere lo stipendio o di perdere il lavoro. Tali fogli bianchi venivano poi compilati all’occorrenza con dimissioni e nulla a pretendere


All’udienza del 04 giugno 2024 la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Perugia di condanna alla pena di anni 3 e mesi 6 di reclusione per l’imprenditore Romano Antonio e l’ex assessore di Chieti Candeloro Paolo, ritenuti colpevoli di estorsione ai danni di lavoratori. Nello specifico, il Romano e il Candeloro, costringevano gli operai De Simone Nicola, Esposito Francesco e Lanzano Salvatore a firmare fogli in bianco che compilavano all’occorrenza con dimissioni e utilizzavano questo sistema come ricatto per farli lavorare 12 ore al giorno, senza pagare straordinari, ferie, 13^ e cassa edile. Attraverso tale sistema, l’imprenditore e l’ex assessore intascavano illegalmente straordinari, ferie, 13^ e cassa edile che spettavano ai lavoratori.

La vicenda giudiziaria vede tre operai residenti in Afragola (NA), tali De Simone Nicola, Esposito Francesco e Lanzano Salvatore, i quali nel 2011 denunciarono alcuni imprenditori occulti tale Romano Antonio (abitante in Casoria) Candeloro Paolo (abitante in Chieti – che ha anche rivestito la carica di assessore al Comune di Chieti). Nello specifico la vicenda denunciata è la seguente: Il Romano Antonio, imprenditore occulto, reclutava gli operai dal territorio napoletano per lavori nel territorio di Chieti e Pescara. Gli operai dovevano sottostare alle direttive del Romano Antonio e Candeloro Paolo, lavorando per 12 ore al giorno, senza straordinari, senza ferie, senza 13^ e cassa edile, obbligandoli a firmare dei fogli bianchi ogni mese sotto minaccia di non corrispondere lo stipendio o di perdere il lavoro. Tali fogli bianchi venivano poi compilati all’occorrenza con dimissioni e nulla a pretendere. Pertanto, all’esito della denuncia venivano rinviati a giudizio Romano Antonio e Candeloro Paolo su richiesta del PM c\o il Tribunale di Chieti Dott. Falasca con l’accusa di estorsione aggravata 629 cp e art. 628 c.p.. Il 20.03.2018 veniva emessa sentenza dal Tribunale di Chieti sez. Collegiale a carico del Romano Antonio e Candeloro Paolo con la quale venivano condannati a 6 anni di reclusione cadauno e a risarcire le parti civili di tutti i danni. La responsabilità dei due imputati è stata confermata dalla Corte di Appello di Perugia e riconfermata dalla Corte di Cassazione, divenendo così irrevocabile.

La sentenza

La Corte di Appello di Perugia, con sentenza del 29/03/2023, pronunciatasi a seguito della sentenza della Corte di Cassazione del 07/12/2020 con la quale era stata annullata l’assoluzione pronunciata dalla Corte di Appello di L’Aquila, accogliendo la tesi della difesa delle parti civili rappresentata dall’Avv. Vincenzo Esposito, del Foro di Nola, aveva già ritenuto la colpevolezza del Romano Antonio e Candeloro Paolo per il delitto di estorsione condannandoli alla pena di anni 3 e mesi 6 di reclusione e confermando il risarcimenti dei danni in favore delle parti civili De Simone Nicola, Esposito Francesco e Lanzano Salvatore.

Avverso la sentenza della Corte di Perugia gli imputati avevano interposto ricorso per cassazione. La Procura Generale presso la Corte di Cassazione aveva concluso chiedendo l’inammissibilità dei ricorsi, conclusioni condivise pienamente dalla difesa delle parti civili. La Corte di Cassazione, all’udienza del 04/06/2024, ha dichiarato l’inammissibilità dei ricorsi, confermando la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Perugia, divenendo così irrevocabile la sentenza di condanna per estorsione a carico dell’imprenditore Romano Antonio e dell’ex assessore Candeloro Paolo, assestando un provvedimento di giustizia per i poveri lavoratori.