Uccise la badante in una vasca perché rifiutava di avere una relazione con lui: condannato a 22 anni

Uccise la badante in una vasca perché rifiutava di avere una relazione con lui: condannato a 22 anni

L’uomo simulò l’incidente domestico facendo credere che la donna fosse annegata per un attacco epilettico


SALERNO – Gerardo Cappetta, 54 anni, è stato condannato a ventidue anni di reclusione dalla Corte d’Appello di Salerno per l’omicidio di Snejana Bunacalea, badante moldava di 43 anni che si prendeva cura della madre anziana di lui. La sentenza emessa, conferma la condanna di primo grado del 4 aprile dello scorso anno.

L’omicidio risale a marzo 2000, quando il corpo senza vita di Bunacalea fu trovato in una villetta di Borgo Carilla, ad Altavilla Silentina, in provincia di Salerno. Inizialmente, si pensò che la donna fosse annegata nella vasca da bagno a causa di un malore. Cappetta, infatti, cercò di far credere che si trattasse di un tragico incidente domestico causato da una crisi epilettica, malattia di cui la donna soffriva.

Tuttavia, le indagini rivelarono un’altra verità: Cappetta, all’epoca 51enne, si era invaghito della badante, che non ricambiava i suoi sentimenti. Il giorno dell’omicidio, Bunacalea aveva un appuntamento con un altro uomo per festeggiare il suo compleanno, ma l’uomo, in preda alla gelosia, entrò nel bagno dove si trovava la donna e, dopo una violenta lite, le sbatté la testa più volte contro la superficie della vasca. Lasciò poi la vittima priva di sensi nella vasca piena d’acqua, provocandone l’annegamento.

Le prove raccolte dai carabinieri del Ris e i risultati dell’autopsia smontarono la versione di Cappetta, portando al suo arresto nove mesi dopo la morte di Bunacalea. Durante il processo d’appello, nuovi periti confermarono che la donna non soffriva né di epilessia né di problemi cardiaci, consolidando ulteriormente le accuse contro l’omicida.