Violenza a Benevento, aggredite due poliziotte. Il Sappe: “Attacco inaccettabile”

Violenza a Benevento, aggredite due poliziotte. Il Sappe: “Attacco inaccettabile”

La denuncia: “Si è consumato un gravissimo attacco allo Stato ed a chi lo rappresenta in carcere”


BENEVENTO – “Quel che è avvenuto questa mattina nel carcere di Benevento è semplicemente incredibile ed inaccettabile: lo Stato non può più assistere passivamente al degrado ed alla violenze di una frangia di detenuti che pensa e crede di poter fare, nella detenzione, quel che vuole”.

È senza appello l’atto di accusa di Donato Capece, che del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria è il segretario generale, alla violenza che si è consumata ieri mattina (lunedì 1 luglio) nella Casa circondariale Capodimonte.

Giuseppe Cimino, segretario nazionale del SAPPE, informa infatti che “una detenuta di media sicurezza, trasferita da Salerno al Reparto femminile dell’istituto beneventano per ordine, sicurezza e aggressione a personale di Polizia, per futili motivi, sembrerebbe per un cambio cella, si è resa responsabile di un aggressione nei confronti di due Ispettori donna di Polizia Penitenziaria, colpendole a calci in modo violento. Alle due poliziotte contuse, che si trovano ancora in ospedale per gli accertamenti che auspichiamo non abbiano conseguenze gravi, va tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà”.

Si è consumato un gravissimo attacco allo Stato ed a chi lo rappresenta in carcere”, denuncia il segretario generale Capece: “ci vuole una completa inversione di rotta nella gestione delle carceri regionali e della Nazione: siamo in balia di questi facinorosi, convinti di essere in un albergo dove possono fare quel che non vogliono e non in un carcere! Facciamo appello anche alle autorità politiche regionali e locali: in carcere non ci sono solo detenuti, ma ci operano umili servitori dello Stato che attualmente si sentono abbandonati dalle Istituzioni”. 

Il SAPPE esprime la vicinanza alle poliziotte contuse a Benevento ed a tutte le colleghe ed i colleghi del carcere”, sottolinea Capece, “ma siamo davvero alla frutta: i detenuti rimangono impuniti rispetto alla loro condotta violenta e fanno quello che si sentono fare, senza temere alcuna conseguenza. Urgono contromisure per prevenire gli atti violenti ai danni dei poliziotti”, conclude il leader nazionale del SAPPE: “lo stato comatoso dei penitenziari non favorisce il trattamento verso altri utenti rispettosi delle regole né tantomeno la sicurezza”.