MARANO – Gaetano Tufo, 53 anni, legato al clan Polverino, è stato arrestato stamattina dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, dopo una latitanza durata sette mesi. Il suo arresto arriva grazie a un’operazione della Procura di Napoli Nord, guidata dal procuratore Maria Antonietta Troncone, e coordinata dal pm Cesare Sirignano. Tufo era ricercato dal 1° febbraio per il suo ruolo di promotore in un’associazione per delinquere, accusata di gestire illegalmente attività di giochi e scommesse.
Originario di Marano di Napoli, si era rifugiato in Spagna per sfuggire alle autorità italiane, ma il suo rientro in Italia è stato monitorato dalle forze dell’ordine, che hanno utilizzato droni e telecamere per sorvegliare i suoi spostamenti. È stato catturato mentre si trovava nell’abitazione di famiglia, dove aveva cercato rifugio dopo aver trascorso un periodo nascosto tra Varcaturo e Marano.
Il latitante era già sfuggito a una vasta operazione che aveva coinvolto undici membri di un’organizzazione criminale transnazionale, attiva in Italia, Austria, Serbia e Regno Unito. L’organizzazione era specializzata nella raccolta illegale di scommesse online e nell’installazione di apparecchi da intrattenimento manomessi o scollegati dalla rete telematica dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, presenti in vari esercizi commerciali della provincia di Napoli.
La pressione crescente delle autorità, la mancanza di risorse finanziarie e la distanza dagli affetti lo hanno portato a tornare in Italia, dove è stato localizzato grazie all’uso delle moderne tecnologie di sorveglianza.




