Napoletani versano caparra di 50mila euro per una casa a Dubai, ma è una truffa: la denuncia

NAPOLI/DUBAI – Un affare importante, da circa 270mila euro. L’appartamento dei sogni nel distretto Business Bay a Dubai. Tutto perfetto, ma solo per poche ore. Per tre fratelli originari della Provincia di Napoli l’amara scoperta: erano stati truffati.

Una storia raccontata dalle vittime al programma tv “Zona Bianca” su Rete 4. Tutto parte nel gennaio di quest’anno quando i tre si affidano ad un agente immobiliare molto noto anche sui social per investire soldi e acquistare una casa a Dubai.

Tra le proposte, un appartamento ancora in fase di realizzazione in un grattacielo proprio nel distretto Business Bay.

L’appartamento è in realtà prenotato su progetto da un’altra persona che sta seguendo un piano di acquisto concordato con il costruttore e che deve pagare la seconda rata. Sulla base di questo, i tre fratelli dovrebbero subentrare al venditore: ad opera ultimata, quindi, l’acquirente dell’immobile, dopo aver pagato una quota in anticipo, può rivendere lo stesso appartamento a terzi.

Per portare avanti questa operazione apparentemente vantaggiosa, però, ecco la necessaria caparra: 45mila euro, cifra concordata dopo un’iniziale richiesta di 80mila.

La caparra viene versata sul conto del venditore ma a febbraio, quando i tre fratelli si recano a Dubai con l’intenzione di visitare il cantiere, arriva l’amara scoperta: sull’immobile gravano circa 25mila euro di debiti per rate non pagate. Impossibile dunque provvedere al trasferimento di proprietà senza il saldo dei debiti per il pagamento dei quali i tre fratelli sollecitano più volte il venditore.

Le possibilità, per loro, sono due: o il venditore salda il debito consentendo il loro acquisto o restituisce loro la caparra. Ad oggi nessuna delle due soluzioni è stata portata a termine: “Ci ritroviamo – hanno detto – senza casa e senza risparmi. Dopo aver versato un acconto totale di 53mila euro più spese legali. Il nostro sogno è infranto. L’immobile, secondo alcune verifiche, è stato venduto a terzi”. Sulla vicenda indaga la Procura di Napoli.

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