MONDO – Si fa chiamare Napoli Matfia, è un giovane chef seguitissimo in Corea del Sud, con oltre 300 mila follower su Instagram, una copertina su Vogue, collaborazioni con Netflix e un ristorante di cucina napoletana che si chiama “Via Toledo“, nell’hinterland di Seoul.
È finito in un turbinio di polemiche per aver presentato in un programma tv una pasta ripiena a forma di buste di spazzatura per ricordare Napoli.
Ai più l’idea d’istinto non è piaciuta, tant’è che sui social molti napoletani hanno segnalato come si trattasse dell’ennesimo ‘SputtaNapoli” in Mondovisione. In realtà, però, sembra proprio non essere così.
Lo chef Matfia, infatti, è un grande appassionato di cucina italiana e soprattutto napoletana in particolare, oltre ad essere ottimo conoscitore della storia recente del capoluogo partenopeo. Quando ha presentato il piatto alla giuria ha detto: “Sono sacchetti della spazzatura: è un piatto che rappresenta i vari lati di Napoli. A Napoli è arte: rappresentano i momenti difficili che la città ha passato e volevo includerli nel mio piatto”.
Un piatto a quanto pare buonissimo, tant’è che per lui è arrivata la vittoria nel contest televisivo. E nessuna condanna a Napoli, piuttosto il ricordo di come la bellezza della città fosse, qualche anno fa, nascosta proprio dalla monnezza che dominava le strade dei vari quartieri. Da censura, invece, i commenti arrivati da altre parti d’Italia che, come sempre, hanno identificato la città partenopea come “colera” e, purtroppo, tanto altro ancora.
Lo chef Napoli Matfia sarà stato ingenuo, eccessivo forse, ma non ha mai nascosto il suo amore per la cultura partenopea richiamata ovunque nel suo locale “Via Toledo”. Allora, nessuna polemica, solo un ricordo, fortunatamente sbiadito, di com’era Napoli e di come nessuno più vuole vederla.




