Focus Napoli – Fiorentina. Luka-Jack, finalmente binomio vincente: Conte incassa i tre punti per non perdere contatto dall’Inter

NAPOLI – Era ora. Era ora che il Napoli ripartisse; era ora che reiniziasse a vincere e fare punti. Inimmaginabile uno scenario nel quale la squadra di Conte restasse a secco di vittorie per la sesta partita di fila. Un lusso che non è piĂą concesso agli azzurri dopo un Febbraio molto simile ad un calvario, per mancanza di risultati, per un calo di forma tutto sommato fisiologico e per gli infortuni di nomi importanti, che hanno minato sin qui il cammino della squadra.

Una vittoria, quella di questo pomeriggio, contro la Fiorentina, che acquisisce un valore molto piĂą importante di quello aritmetico: c’era da rispondere all’Inter, provvisoriamente a quattro lunghezze di distanza e un colpo bello forte alla stabilitĂ  psicologica della squadra, alla luce delle dinamiche con cui i nerazzurri di Inzaghi hanno portato alla vittoria contro il Monza, rimontando due gol di svantaggio ai brianzoli.

Ma gli azzurri rispondono “presente”, riportandosi nuovamente a ridosso dell’Inter, tenendo a debita distanza da Juventus ed Atalanta, che nel frattempo si logorano nello scontro diretto dello Stadium. Altro motivo non meno importante per cui il Napoli era obbligato alla vittoria. Mancano, adesso, solo dieci partite alla fine del torneo ed il filo dell’equilibrio si fa sempre piĂą sottile, uj filo che potrebbe spezzarsi sotto il peso di quattro squadre che si stanno giocando il titolo nell’intervallo di pochi punti.

Per evitare che sia proprio il Napoli a spezzare questo filo sottile, c’è e ci sarĂ  bisogno della versione migliore che la squadra di Conte sa offrire, sulla falsariga di quella offerta e percepita oggi al Maradona, vincendo meritatamente contro una squadra indubbiamente rognosa come quella di Palladino, ma che si presentava a Fuorigrotta in un stato di forma in netto calando rispetto a qualche settimana fa, quando i viola avevano dominato e sconfitto l’Inter, giusto per rendere l’idea.

A rendere piĂą agevole (se così possiamo dire) ha contribuito l’impegno europeo dei viola, che ha fiaccato ulteriormente le risorse fisiche. Anzi, che sia un avvertimento per la prossima stagione, di quanto sia logorante il nuovo calendario europeo con i nuovi format. Detto questo, la partita non è stata una passeggiata: il Napoli ha indubbiamente meritato ed il 2-1 finale rispecchia non molto fedelmente quella che è stata la storia di questo match: molto Napoli, almeno fino al 2-0 di Raspadori, poi il rientro della Fiorentina con Gudmundsson e la paura dell’ennesima rimonta subita. Che stavolta non c’è stata.

Prestazione di buon livello, di qualitĂ  superiore forse anche a quella contro l’Inter dove c’è stato un forte predominio territoriale condito da pochissima sostanza, per non parlare della precedente uscita, come quella di Como, inguardabile sotto tutti gli aspetti. Oggi la squadra è apparsa molto piĂą tonica, piĂą lucida ed anche piĂą pragmatica (piĂą o meno) in area di rigore, dove finalmente la bocche da fuoco della squadra di Conte hanno fatto la voce grossa.

La novitĂ  della settimana, difatti, è il ritorno al gol di Lukaku, ed in generale, il ritorno al gol degli attaccanti. Il belga e Raspadori compaiono, per la prima volta, insieme sul tabellino dei marcatori. Se per Raspadori possiamo parlare di una conferma di uno stato di forma complessivamente piĂą che buono (se si eccettua la partita contro l’Inter), per Lukaku si può essere soddisfatti per una prestazione piĂą che buona, forse la migliore in maglia azzurra. Un gol ed un assist che lo elegge “man of the match” ed un segnale incoraggiante per le ultime dieci partite. Come dieci sono i gol in Serie A per il numero undici, finalmente arrivato in doppia cifra dopo ventotto giornate.

I numeri non depongono ancora a favore del centravanti belga ed in generale dell’intero reparto offensivo, in generale, ed anche Conte ha rimarcato l’atavico problema che il suo Napoli ha palesato in questa stagione. Anche oggi pomeriggio, ad esempio, tante conclusioni verso De Gea, senza il quale la viola sarebbe rientrata in terra toscana con un passivo ben piĂą pesante, ma soltanto due gol. Di questi tempi ci si accontenta, ci mancherebbe altro di lamentarsi dopo una vittoria, di nuona fattura peraltro,  quando è da piĂą di un mese che la squadra fa acqua da tutte le parti, però è anche giusto sottolineare come questa squadra potrebbe fare molto di piĂą in relazione al potenziale offensivo in dotazione.

Lukaku non è mai stato un centravanti fenomenale, ma in Serie A ha sempre dimostrato di saper fare la differenza, cosa che a Napoli ancora non gli è riuscito, ma non solo per colpe sue. Oggi, ad esempio, è stato decisivo come finalizzatore, facendosi trovare al posto giuto al momento giusto ed invitando a nozze Raspadori con una verticalizzazione degna del miglior De Bruyne. Raspadori stesso, imperversando su tutto il fronte offensivo ha mandato in tilt l’impianto difensivo di Palladino, salvato solo da De Gea in forma smagliante. Il 3-5-2 di Conte lo valorizza, dandogli finalmente una dimensione che in quasi tre anni di militanza non ha mai trovato, trasformandolo nell’arma in piĂą che prima non era considerata e che può diventare letale: chi ricorda lo Scudetto del Milan di Zaccheroni? Quella squadra fu trainata fino alla vittoria del titolo grazie alla fisicitĂ  di Bierhoff, ma anche dal supporto fondamentale e decisivo di Maurizio Ganz, che in questo Napoli potremmo identificare proprio in Jack Raspadori. Sperando, naturalmente, nello stesso epilogo.

Per arrivare a tanto, servirĂ  non solo un maggior numero di gol segnati. C’è da recuperare quella soliditĂ  difensva che gli azzurri hanno smarrito per strada: anche oggi, nonostante una buona prestazione, Meret non ha regalato ai suoi fantallenatori il bonus imbattibilitĂ , una storia che va avanti da metĂ  Gennaio, un remoto Napoli – Hellas Verona, che segna l’ultima partita nel quale i partenopei non registrarono gol al passivo e da allora, otto partite di fila con la rete insaccata allmeno una volta.
Ci sarĂ  da lavorare su questo aspetto, dovendo considerare il cambio di modulo, passato da quattro a tre difensori che però può offrire maggiori garanzie man mano che Buongiorno torni al top della forma. Va detto che oggi la difesa non ha demeritato, ridimensionando lo spauracchio Moise Kean, ma non Gudmundsson, uno dei flop di questa stagione ma che contro il Napoli riesce spesso a trovare fonte di ispirazione: il gol che permette alla Fiorentina di rientrare in partita è da manuale di balistica, ma forse non andava dato modo e spazio all’islandese di concludere con relativa facilitĂ .

Un gol, che a quasi mezz’ora dalla fine, ha messo i brividi, considerate le partite precedenti, quando la squadra azzurra ha manifestato limiti enormi nella gestione del risultato, soprattutto nelle fasi finali delle partite. Simeone poteva evitare un recupero rovente se avesse segnato il 3-1, solo davanti a De Gea. Errore che, per fortuna, non ha inficiato sulla conquista dei tre punti, dopo il triplice fischio di Colombo che fa tirare un sospiro di sollievo ad un Maradona in piena ebollizione.

Tre punti che rimettono il Napoli in scia dell’Inter, con il Venezia come prossimo obiettivo prima della sosta dedicata alle nazionali. Una sosta che, si spera, non presenti un conto salato sotto il profilo della stanchezza e degli infortuni. Anzi, la prospettiva è quella di ritrovare Zambo Anguissa alla ripresa e magari Neres in rampa di lancio: due uomini fondamentali in questa stagione che Conte ha perso nel momento di maggiore bisogno. Gilmour sta facendo il suo onesto lavoro, così come Billing è riuscito a ritagliarsi il suo momento di gloria contro l’Inter, ma la presenza del miglior Zambo resta difficilmente sopperibile. Stesso discorso per il tornante brasiliano, unico in rosa capace di dare quel cambio di passo, quella dose di estro ed imprevedibilitĂ  di cui questa squadra è fondamentalemte carente, prima per la cessione di Kvara, poi con l’infortunio dello stesso Neres. Anche loro, quindi, saranno armi preziose per questo rovente finale di campionato.

Ma, senza fare il passo piĂą lungo della gamba, ci si concentri sull’obiettivo piĂą prossimo, il Venezia di Di Francesco, che nonostante la classifica veda una delle indiziate alla retrocessione, ha messo in seria difficoltĂ  squadre come Inter ed Atalanta, e lo stesso Napoli, all’andata, ha dovuto soffrire piĂą di ottanta minuti prima di averne ragione, proprio grazie a Raspadori, ai tempi panchinaro perenne e quasi destinato alla cessione nel mercato invernale. Poi, qualcosa è cambiato, sperando che sia un segno del destino, per lui e per il Napoli. Ma adesso in laguna si va per vincere, senza tanti giri di parole.

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