NAPOLI – Alla fine a vincere sono stati i residenti. Prima le lamentele, poi un ricorso ufficiale contro la movida ‘molesta’ a Piazza San Domenico Maggiore. Il Comune di Napoli è stato infatti condannato al risarcimento di 40mila euro per ciascuna delle 19 persone, per un totale di 760mila euro.
I ricorrenti lamentavano infatti il mancato rispetto dei limiti di inquinamento acustico, della salvaguardia della salute, della casa e della privacy. A renderlo noto è il comitato vivibilità cittadina, presieduto da Gennaro Esposito.
“Si tratta – ha detto – di una pronuncia che assume particolare rilievo in una città dove le istituzioni, troppo spesso assenti nella gestione del territorio, hanno alimentato un’errata interpretazione del concetto di libertà e del cosiddetto ‘diritto al divertimento’, talvolta tradotti in veri e propri soprusi. Le numerose decisioni giurisprudenziali italiane affermano chiaramente che le amministrazioni locali sono tenute, in primo luogo, a garantire i diritti fondamentali delle persone, in particolare vita, salute e abitazione, e a gestire il territorio nel rispetto delle norme”.




