Pizzaiolo ucciso, Valda: “Tragedia che mi consuma”. Il papà della vittima: “Scuse prevedibili”

NAPOLI – È stato condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Francesco Pio Maimone avvenuto il 20 marzo di due anni fa. Ora Francesco Pio Valda, dal carcere, ha scritto una lettera: “C’è sempre stata da parte mia – si legge – la volontà di voler chiedere scusa alla famiglia di Francesco Pio Maimone, questa tragedia mi consuma giorno dopo giorno e confesso: inizialmente nemmeno potevo credere che per causa mia un giovane ragazzo della mia stessa età avrebbe visto distruggersi la vita”.

È stata resa nota dopo la discussione degli avvocati di tre imputati che con lui sono coinvolti in questo processo davanti alla Corte di Appello.

Una lettera alla quale Antonio Maimone, papà del povero Francesco Pio ucciso per una ‘scarpa sporcata’ ha risposto senza remore: “Ho ascoltato con attenzione e con dolore – ha detto – la lettera di Francesco Pio Valda. Le parole che via via scorrevano, scuse, pentimento, presa di coscienza della gravità di quanto accaduto, erano prevedibili: condannato ad una sentenza all’ergastolo, era un passo necessario”.

“Non mi sento di giudicare l’animo umano – ha proseguito – a maggior ragione con Valda, non me la sento proprio. Dinanzi al dilagare di fenomeni di violenza tra i giovani, bisogna dare risposte serie, concrete, certe. I cittadini e le istituzioni sono chiamati ad affermare il Valore della Vita e il Diritto alla Vita: la certezza della pena è una garanzia per ogni cittadino, per la comunità, pure per coloro che rei di colpe gravissime possono avere la possibilità di una rinascita”.

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