NAPOLI – Blitz anticamorra nel rione Sanità a Napoli. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di otto persone indiziate, a vario titolo, di porto e detenzione illegale di armi da fuoco e munizionamento aggravati dalla finalità mafiosa.
Le indagini, sviluppate tra il 2024 e il 2025, hanno consentito di accertare la disponibilità di armi da parte degli indagati per il controllo criminale del territorio e il consolidamento dell’egemonia del clan Sequino/Savarese nel quartiere Sanità. Contestualmente sono state eseguite perquisizioni e rimossa un’edicola votiva abusiva dedicata a Emanuele Tufano, il 15enne ucciso il 24 ottobre 2024 nel corso di una sparatoria notturna tra gruppi rivali dei quartieri Sanità e Mercato.
Arresti al rione Sanità, l’intervento di Borrelli
Sull’operazione interviene Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra:
“Questo blitz conferma quello che denunciamo da tempo: la camorra arma i giovani per controllare il territorio e tenta poi di trasformare episodi di sangue in simboli da esibire. La rimozione dell’altarino è un segnale importante, perché quei manufatti non sono memoria ma strumenti di intimidazione.”
Borrelli richiama anche quanto avvenuto nei mesi successivi all’omicidio:
“Nel quartiere Sanità chi prova a denunciare o a rompere questo schema viene preso di mira. Io stesso e Liudmyla Skliar, ferita alle gambe da colpi di pistola sparati all’impazzata da un delinquente, fummo oggetto di una sassaiola e di intimidazioni, a dimostrazione di come chi denuncia venga colpito e isolato, così come le vere vittime. È questo il clima che va spezzato. La giovane donna che ha denunciato chi la colpi’ ferendola gravemente rischiando di farle perdere l’uso delle gambe è stata isolata e obbligata a lasciare il quartiere.”
“Bene che oggi – conclude – si vada a fondo, si colpiscano le armi, i gruppi di fuoco e chi regge le fila. Ma lo Stato deve restare presente ogni giorno, perché senza continuità il territorio torna subito in mano alla criminalità.”




