CITTADELLA – Helen Comin aveva 50 anni quando lo scorso anno morì dopo un intervento di chirurgia estetica al seno.
Una tragedia che mise in ginocchio la comunità di Rosà, paese di origine della donna, e Cittadella dove risiedeva.
Due i medici indagati per la tragedia. Il primo è Antonio Di Vincenzo, 60 anni, chirurgo plastico e direttore della “DiVi Clinic” di Castelfranco Veneto: ha scelto la strada del patteggiamento concordando una pena di 8 mesi di reclusione con sospensione condizionale. Da parte sua alla famiglia della vittima anche un risarcimento di 150mila euro.
Il secondo è l’anestesista Fabio Toffoletto, 65 anni, professionista di San Donà di Piave ed ex direttore di Anestesia e Rianimazione dell’Usl 4: è stato rinviato a giudizio. Il processo si aprirà il prossimo 21 ottobre: dovrà rispondere dell’accusa di omicidio colposo e di falso ideologico: secondo la Procura, nella cartella clinica non sarebbero stati indicati due farmaci somministrati alla paziente e ritenuti determinanti.
La storia
Il calvario di Helen era iniziato il 5 settembre 2024, giorno dell’intervento di sostituzione delle protesi mammarie. L’operazione si era conclusa apparentemente senza complicazioni, ma nel post-operatorio la situazione era precipitata. Nonostante le manovre rianimatorie avviate dal personale della clinica e poi proseguite in ospedale, la donna era finita in coma e non si sarebbe più risvegliata, morendo cinque giorni dopo.
Secondo gli inquirenti il decesso sarebbe avvenuto per una grave depressione respiratoria dovuta a un mix di farmaci, il Sufentanil, potente oppioide, e il Propofol, sedativo-ipnotico.




