NAPOLI – Il mercato nero dei metalli a Napoli non sembra conoscere più alcuna barriera etica o civile. Quella che fino a pochi mesi fa appariva come una piaga limitata ai cantieri o alle linee ferroviarie, si è trasformata in una vera e propria caccia all’oro rosso e all’ottone che colpisce i luoghi più fragili e sensibili della città. L’ultimo fronte di questa emergenza è il Policlinico Federico II di via Pansini, dove l’incolumità di pazienti e personale sanitario è stata messa seriamente a rischio per pochi chili di metallo.
La nuova ondata di furti segue di poche ore la desolante scoperta avvenuta al Cimitero di Ponticelli, dove interi settori sono stati spogliati dei portafiori in rame, profanando la memoria dei defunti per racimolare somme irrisorie. Al Policlinico, però, il salto di qualità della microcriminalità è inquietante: dalle denunce documentate con video inviati da cittadini e utenti, emerge che negli edifici 9 e 12, nei reparti di Ortopedia e Dermatologia, sono stati tagliati e asportati i bocchettoni in ottone delle manichette antincendio. Un danno enorme non solo economico, ma strutturale, che renderebbe impossibile domare un eventuale rogo, trasformando l’ospedale in una trappola. A questo si aggiunge lo sciacallaggio nei bagni, dove rubinetteria e manopole nuove di zecca vengono smontate sistematicamente, lasciando i servizi igienici fuori uso.
Sul caso è intervenuto duramente il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che ha raccolto le segnalazioni video sottolineando la gravità della situazione.
“Siamo di fronte a un degrado umano che toglie il fiato – dichiara il parlamentare – poiché rubare presidi salvavita in un ospedale è un atto vile tanto quanto profanare le tombe. Inoltre crediamo che l’assenza di sorveglianza e di telecamere in molti padiglioni renda il lavoro degli sciacalli fin troppo semplice, trasformando i reparti in un supermarket del metallo a cielo aperto.”
L’affondo di Borrelli punta dritto al cuore del problema: la ricettazione. “È necessario un controllo sistematico sui centri di raccolta rottami – prosegue il deputato – sostenendo che chi acquista materiale di chiara provenienza pubblica o cimiteriale sia complice tanto quanto l’esecutore materiale del furto. La richiesta alle autorità è chiara: tracciabilità obbligatoria per ogni transazione di metalli pesanti, sequestro immediato per le attività che non rispettano le norme e l’attivazione di un sistema di videosorveglianza efficiente da parte del Comune e dell’Azienda Ospedaliera.”
Per Borrelli, solo colpendo il profitto di questa rete di sciacallaggio si potrà restituire dignità e sicurezza ai cittadini, evitando che la ricerca di pochi spiccioli continui a pesare sulla sicurezza collettiva e sul rispetto dei malati.




