SAN GENNARO VESUVIANO – La comunità di San Gennaro Vesuviano, nel Napoletano, si ferma per ricordare Ciro Mennella, l’operaio di 46 anni deceduto in un tragico incidente sul lavoro avvenuto a Napoli lo scorso 18 aprile. L’intero paese si è stretto attorno alla famiglia, proclamando il lutto cittadino per la giornata di giovedì 30 aprile 2026.
Con Ordinanza Sindacale n. 37 del 29 aprile, l’Amministrazione Comunale ha disposto una serie di misure in segno di rispetto e cordoglio: bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici, sospensione delle attività ludiche e ricreative e invito a evitare qualsiasi iniziativa dal carattere festoso. Inoltre, commercianti e cittadini sono stati chiamati a fermarsi durante lo svolgimento del rito funebre, dalle ore 11:30 fino al termine, per unirsi simbolicamente al dolore della famiglia.
L’incidente sul lavoro e il cordoglio dell’amministrazione
Ciro Mennella, originario proprio di San Gennaro Vesuviano, ha perso la vita mentre stava effettuando lavori di tinteggiatura all’interno di una gioielleria in via dei Mille, nel quartiere Chiaia. Il suo corpo è stato ritrovato ai piedi di una scala: la Procura ha aperto un fascicolo per chiarire la dinamica dell’accaduto, verificando se si sia trattato di una caduta accidentale o di un malore improvviso. Restano sotto accertamento anche le condizioni lavorative, dopo che la famiglia ha sollevato dubbi su un possibile impiego irregolare.
La tragedia ha profondamente scosso la comunità, che ha deciso anche di annullare gli eventi pubblici previsti in Piazza Margherita nel fine settimana. Mennella lascia la moglie e un figlio piccolo.
Forte e carico di significato il messaggio dell’assessore Ornella Manzi, che ha voluto ricordare il concittadino scomparso con parole che richiamano il valore e la dignità del lavoro:
“Il Primo Maggio arriva dopo una giornata che ci ha segnati profondamente. Ieri abbiamo dato l’ultimo saluto a un nostro giovane concittadino e amico, Ciro Mennella, che ha perso la vita in un incidente sul lavoro. La commozione è ancora forte, così come il dolore.
Oggi più che mai sento di dire che certe tragedie non devono più accadere: il lavoro non deve e non può costare la vita. Il lavoro è vita.”




