A Barra spunta un nuovo Jorit: l’opera nasce proprio davanti al murale di Albanese imbrattato dai vandali

Su Corso Bruno Buozzi, nel quartiere orientale di Barra, sta prendendo forma una nuova opera firmata dallo street artist Jorit. Il lavoro, la cui immagine non è stata ancora svelata, sorge sulla facciata opposta rispetto al ritratto dedicato a Francesca Albanese, la giurista italiana che dal 2022 ricopre l’incarico di relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati. A darne conferma sono le osservazioni raccolte sul posto da questa testata.

Non è un particolare secondario che il nuovo dipinto stia nascendo esattamente sul fronte stradale opposto rispetto all’immagine di Francesca Albanese. Corso Bruno Buozzi, già teatro di scontri verbali nei mesi scorsi, potrebbe presto offrire ai passanti due lavori firmati dallo stesso autore, collocati l’uno di fronte all’altro e distanti solo poche settimane nella loro genesi.
Il ritratto della giurista di Ariano Irpino era stato completato tra marzo e aprile 2026 sulla parete di un edificio privato, accompagnato da un verso di Enzo Avitabile scelto come titolo, “Tutt’egual song’ ‘e criature“. Jorit aveva presentato l’opera come un tributo alla battaglia di Albanese per i diritti dei minori di Gaza, scelta che aveva subito diviso l’opinione pubblica: da una parte i riconoscimenti per il valore estetico e sociale del gesto, dall’altra le proteste politiche, culminate in una petizione promossa da Fratelli d’Italia per ottenerne la cancellazione. Il clima acceso attorno al murale non si è mai completamente sopito e tra il 24 e il 25 luglio, in piena notte, persone non identificate hanno imbrattato l’opera con vernice bianca, prendendo di mira soprattutto il volto e il busto di Albanese, oltre alla frase simbolica riportata accanto al ritratto. Le macchie di colore hanno raggiunto anche tubature, un palo dell’illuminazione e le facciate degli stabili circostanti. Jorit ha pubblicato sui propri profili social un filmato dell’accaduto; a oggi non risultano responsabili individuati dalle autorità.

In circostanze diverse, la comparsa di un nuovo soggetto firmato Jorit susciterebbe soltanto la naturale curiosità del rione: è noto, del resto, che l’artista costruisce parte della propria notorietà proprio svelando i volti solo a lavoro quasi concluso. Stavolta, però, la cornice degli eventi modifica il peso della scelta compiuta. Qualunque sia il volto che prenderà forma su quella parete, si troverà inevitabilmente a confronto, dall’altro lato della carreggiata, con l’immagine danneggiata di Albanese. Barra torna così a interrogarsi su un tema che la città conosce da tempo: fino a che punto i muri cittadini possono farsi veicolo di messaggi apertamente politici, prima che lo scontro simbolico finisca per oscurare il valore stesso dell’opera.

Le cronache cittadine si occupano di Barra soprattutto per episodi legati a criminalità e degrado urbano, molto più raramente per la produzione artistica che pure attraversa le sue strade. Jorit abita nella zona da anni e vi ha già firmato numerosi altri interventi. Il nuovo lavoro, quale che sia il volto che finirà per rappresentare, va ad ampliare una raccolta di opere mai commissionate ufficialmente, che continua comunque a crescere muro dopo muro.
Per adesso si vedono solo le prime pennellate di colore e le solite scritte di richiamo che accompagnano l’avvio dei lavori di Jorit, insieme all’interrogativo di fondo su un soggetto che potrebbe rispecchiare la quotidianità del quartiere, oppure no. Resta però un dato: la scelta di collocare la nuova opera proprio davanti al murale danneggiato suggerisce che, questa volta, il prossimo volto dipinto da Jorit a Barra non passerà come un intervento come tanti altri.

 

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