Momenti concitati la scorsa notte a Trentola Ducenta, centro dell’agro aversano, dove un quarantasettenne nativo di San Marcellino viene condotto in caserma al termine di un violento raid contro i propri congiunti. Il soggetto risulta pesantemente sospettato, secondo quanto emerso finora dalle investigazioni e fermo restando il principio della non colpevolezza fino a un giudizio definitivo, dei delitti di tentato omicidio, privazione della libertĂ personale e percosse.
La vicenda prende avvio nella tarda serata di sabato 19 luglio, quando una chiamata di soccorso giunge alla sala operativa del numero unico d’emergenza. A rispondere sono i carabinieri della Stazione di Cesa, affiancati da un equipaggio della Sezione Radiomobile della Compagnia di Aversa. La ricostruzione degli inquirenti nelle ore immediatamente successive fa emergere un quadro inquietante: il quarantasettenne, apparentemente sotto l’effetto di qualche sostanza o comunque fuori controllo, avrebbe obbligato con la forza l’anziano genitore a salire sull’auto di famiglia, minacciandolo con un’arma da taglio. Lungo il percorso, a vettura in movimento, avrebbe vibrato ripetuti colpi verso il padre, che riesce a scampare al peggio grazie a un istintivo tentativo di difesa, riportando comunque tagli evidenti. L’escalation di brutalitĂ non si esaurisce al rientro nella casa familiare, sempre a Trentola Ducenta: qui il bersaglio della furia si estende anche alla madre e al fratello del presunto responsabile, entrambi malmenati senza pietĂ . A interrompere la spirale di violenza interviene un abitante della zona, che assiste alla scena e riesce a bloccare fisicamente l’aggressore, dando contestualmente l’allarme alle forze dell’ordine. Al sopraggiungere delle volanti, l’uomo continua a dibattersi e a colpire con calci i militari, opponendo strenua resistenza prima di essere definitivamente immobilizzato e tratto in arresto. Il genitore viene assistito dagli operatori sanitari del 118 e trasportato al nosocomio “Pineta Grande” di Castel Volturno, dove il personale medico certifica ferite da taglio a mani e collo, giudicate non pericolose per l’incolumitĂ vitale. Madre e fratello si recano invece autonomamente al pronto soccorso del presidio ospedaliero di Aversa, ricevendo cure per contusioni e lacerazioni superficiali, anch’essi senza rischio per la vita.
Nel quadro degli accertamenti di polizia giudiziaria, i militari procedono al sequestro dell’arma impiegata nel raid e del veicolo su cui si sono consumate le prime fasi dell’aggressione. Concluse le procedure previste, il quarantasettenne viene tradotto presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, dove rimane ora a disposizione degli organi inquirenti, che nei prossimi giorni esamineranno il materiale raccolto per definire l’impianto accusatorio del procedimento.




