Isola ecologica di Qualiano, tangenti per il conferimento illecito: sospesi tre dipendenti comunali

di Fabio Iuorio

Tre dipendenti del Comune di Qualiano sono sospesi dall’esercizio delle funzioni pubbliche con un’ordinanza cautelare interdittiva firmata dal Giudice per le indagini preliminari, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord ed eseguita dai carabinieri della Compagnia di Giugliano: al centro dell’inchiesta, un presunto sistema che avrebbe trasformato l’isola ecologica comunale in un punto di conferimento irregolare di rifiuti, con tanto di mazzette, accessi non autorizzati e materiali speciali smaltiti fuori da ogni norma ambientale. I tre coinvolti fanno parte di un’indagine più ampia, che riguarda in totale sedici persone.
Tutto parte da una denuncia: nel giugno del 2025 il sindaco di Qualiano si rivolge alle forze dell’ordine dopo aver raccolto elementi che ritiene preoccupanti sulla gestione dell’isola ecologica comunale, un servizio che dovrebbe essere gratuito per tutti i cittadini residenti e iscritti alla Tari. Da lì parte l’attività investigativa che, tra riscontri tecnici e intercettazioni, porta a ricostruire un meccanismo che, secondo gli inquirenti, sarebbe andato avanti per un tempo consistente: il conferimento, normalmente senza costi per i residenti, sarebbe stato di fatto subordinato al pagamento di somme in contanti.
Il quadro delineato dagli investigatori è quello di un impianto aperto non solo ai cittadini, ma soprattutto ad aziende prive delle necessarie autorizzazioni ambientali, che secondo l’accusa avrebbero pagato per scaricare senza controlli: dentro l’isola ecologica sarebbero così confluiti rifiuti speciali e materiali potenzialmente pericolosi, dalle apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse (i cosiddetti Raee) ai residui di potature di provenienza commerciale, fino a rottami ferrosi e scarti da lavorazioni industriali ed edilizie, materiali che nulla avrebbero dovuto a che fare con un impianto pensato per l’utenza domestica. Per facilitare i conferimenti ed evitare controlli, gli indagati avrebbero anche evitato sistematicamente di identificare chi consegnava i rifiuti e di compilare i formulari di identificazione (Fir), il documento che garantisce la tracciabilità dei rifiuti previsto dalla normativa: un’omissione che, di fatto, cancella ogni possibilità di risalire a chi ha portato cosa e quando.
Agli indagati la Procura di Napoli Nord contesta, a vario titolo, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, peculato e gestione illecita di raccolta, deposito e smaltimento di rifiuti speciali in assenza delle autorizzazioni previste dalla legge.
L’inchiesta, che coinvolge complessivamente sedici persone, resta nella fase delle indagini preliminari: i tre dipendenti comunali destinatari della misura interdittiva restano sospesi dalle funzioni pubbliche in attesa degli sviluppi del procedimento.

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