L’incubo di un 15enne: la falsa accusa di stupratore, linciaggio social e aggressioni. Indagati 5 minorenni per stalking

AREZZO – “È uno stupratore!”. Un’accusa terribile, ma falsa, eppure diventata virale sui social dove si è scatenato un vero e proprio linciaggio nei confronti di un 15enne. Oltre a numerose aggressioni. Dopo la denuncia, l’incubo per lui è finito: 5 i minorenni indagati ora per stalking.

Una storia assurda di malessere giovanile quella che arriva da Arezzo. Ragazzi senza arte né parte, lasciati evidentemente “liberi” di comportarsi in qualunque modo dai genitori, senza freni e senza rispetto. Ed è così che una “bravata” si trasforma in un incubo, perché quell’accusa di essere uno stupratore non poteva in alcun modo essere considerata un semplice gioco.

E allora il linciaggio social nei confronti del 15enne, “colpevole” soltanto di aver abbracciato una ragazza in una serata nell’ormai lontano novembre dello scorso anno. Qualche drink in più, quel gesto che viene sottolineato da alcuni presenti, il passaparola veloce e totalmente distorto. In pochi attimi quel ragazzo diventa uno stupratore e per lui inizia un incubo. Come quella volta che venne quasi accerchiato da 50 coetanei nel parcheggio davanti alla scuola, riuscendo però fortunatamente a scappare a casa. Da lì partono anche dei video, anche quelli virali, e anche se la presunta stuprata espone pubblicamente la verità smentendo categoricamente l’accusa, per il 15enne non c’è pace.

Ma grazie all’aiuto dei genitori, il ragazzo denuncia. L’incubo è finito, la realtà è ben altra: con la chiusura delle indagini, 5 minorenni risultano indagati per stalking.

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