Miasmi nell’area giuglianese, scattano i controlli dell’Arpac: scoperte irregolarità in un’azienda di rifiuti

GIUGLIANO – Dopo le segnalazioni dei miasmi nell’area giuglianese, l’Arpac ha effettuato i controlli e scoperto irregolarità in un’azienda di rifiuti. Tra i mesi di giugno e luglio sono stati intensificati i controlli da parte dell’Arpac in particolare presso il polo industriale Asi in località Ponte Riccio, nel comune di Giugliano. Le verifiche sono partite a seguito di diverse segnalazioni di cattivi odori diffusi e percepiti tra Giugliano e alcuni comuni limitrofi.

Le attività di controllo, affidate al Dipartimento provinciale di Napoli, hanno interessato impianti con autorizzazione ambientale integrata o unica (Aia/Aua) dedicati al trattamento meccanico biologico dei rifiuti, al recupero di rifiuti stoccati in balle, nonché alla lavorazione e stoccaggio di sottoprodotti di origine animale (Soa) e rifiuti speciali.

Nel corso delle verifiche perimetrali esterne e nelle aree di pertinenza degli impianti, il personale ispettivo ha rilevato in un’azienda di trattamento rifiuti lievi esalazioni maleodoranti in prossimità del varco d’ingresso aziendale. Le verifiche hanno inoltre documentato il fermo temporaneo di alcuni stabilimenti, determinato in un caso da interventi di manutenzione tecnica e in un altro dall’avvenuto raggiungimento dei quantitativi massimi di trattamento previsti dal contratto.

L’ispezione degli impianti ha tuttavia evidenziato specifiche criticità tecniche relative al contenimento delle emissioni diffuse. In uno stabilimento di trattamento rifiuti è stato rilevato il fermo prolungato di una sezione dell’impianto di captazione e abbattimento aeraulico (comprendente scrubber e biofiltri), inattiva a seguito di un incendio occorso nell’agosto dell’anno precedente.

Nello stesso sito è stata contestata la fuoriuscita accidentale di frazioni leggere di rifiuto plastico dai nastri trasportatori, con conseguente dispersione e ricaduta sui piazzali esterni. Presso l’impianto in cui si sono registrate le lievi emissioni odorigene, i tecnici hanno accertato l’inoperatività del sistema di nebulizzazione delle sostanze deodorizzanti. Contestualmente, è stata rilevata l’apertura dei portoni a impacchettamento rapido, i quali fungono da presidio di confinamento, risultati temporaneamente non funzionanti per anomalie tecniche e per l’interferenza con opere in corso per il rifacimento delle pavimentazioni esterne.

A fronte delle non conformità operative accertate, Arpac ha impartito specifiche prescrizioni ai soggetti gestori. È stato intimato il ripristino tempestivo dei presidi di confinamento strutturale e dei sistemi di deodorizzazione, unitamente all’immediata risoluzione delle dispersioni di rifiuti leggeri sui piazzali. Sono state inoltre formulate richieste di adeguamento relative all’ottimizzazione degli stoccaggi esterni, alla gestione del parco automezzi e all’aggiornamento della cartellonistica di sicurezza.

A conclusione dei sopralluoghi, l’Agenzia ha diffidato le aziende alla trasmissione formale della documentazione tecnica, analitica e autorizzativa risultata carente in fase di ispezione (tra cui registri di manutenzione, planimetrie di dettaglio, rapporti di prova e comunicazioni di messa in esercizio), assegnando tempistiche perentorie per l’adempimento.

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