A Sorrento è stato portato a termine l’abbattimento di una costruzione di circa 400 metri cubi realizzata in un’area caratterizzata da importanti tutele ambientali e paesaggistiche, un intervento dovuto ad un ordine giudiziario divenuto definitivo nel 2007. L’esecuzione è stata curata dalla Procura di Torre Annunziata, dopo una lunga serie di passaggi che negli anni hanno coinvolto anche il Comune, la giustizia amministrativa e quella ordinaria.
La proprietà era riconducibile a un imprenditore che negli anni aveva assunto una posizione pubblica particolarmente critica nei confronti delle demolizioni, era stato infatti tra i promotori di un comitato di cittadini contrario agli abbattimenti degli immobili e aveva organizzato diverse iniziative di protesta, alcune delle quali avevano coinvolto direttamente anche personale dell’amministrazione comunale.
Sul fabbricato pendevano da tempo i provvedimenti adottati dal Comune. L’amministrazione aveva intimato più volte la rimozione delle opere, senza però arrivare alla loro effettiva eliminazione. L’ultimo atto comunale in questo senso era stato adottato nell’estate del 2023: nel frattempo le costruzioni erano state trasferite nella disponibilità del patrimonio comunale, essendo state considerate prive dei requisiti necessari per una regolarizzazione. Nonostante questo, i precedenti proprietari avevano continuato a mantenerne la disponibilità.
Nella primavera del 2024 era stata concessa una possibilità alternativa: procedere direttamente alla demolizione. L’operazione, tuttavia, non aveva interessato l’intero manufatto: dopo aver verificato che i lavori erano rimasti incompleti, la Procura aveva quindi ritirato il via libera all’autodemolizione.
La proprietà aveva successivamente tentato di ottenere un nuovo riconoscimento della regolarità dell’immobile. La richiesta presentata al Comune è stata però respinta nel settembre 2025. Il provvedimento è finito davanti al Tar Campania, che ha deciso di non accogliere il ricorso e ha negato anche la richiesta di sospendere temporaneamente gli effetti dell’atto.
L’ultimo tentativo di bloccare l’intervento è stato compiuto davanti al Tribunale di Torre Annunziata nel giugno scorso. Anche questa iniziativa non ha prodotto il risultato sperato: il giudice ha confermato la prosecuzione della procedura, respingendo le richieste presentate per fermare l’abbattimento o consentire una nuova demolizione autonoma.
Concluse tutte le principali fasi giudiziarie, le ruspe sono quindi entrate in azione. L’intervento si è sviluppato nell’arco di diverse settimane ed è stato seguito dal commissariato di Polizia di Sorrento, insieme ai carabinieri, agli agenti della polizia municipale e ai vigili del fuoco del comando provinciale di Napoli.
L’operazione chiude una vicenda iniziata molti anni fa e caratterizzata da continui passaggi tra provvedimenti amministrativi e decisioni giudiziarie. Il risultato finale è la cancellazione di un manufatto considerato abusivo all’interno di un territorio sottoposto a vincoli di particolare rilevanza.




