Crisi Trasnova, cresce l’allarme: “Stellantis non può voltarsi mentre i lavoratori pagano il prezzo”

POMIGLIANO D’ARCO – La vertenza dei lavoratori Trasnova (287 in Italia, 53 a Pomigliano) è giunta a un punto critico: l’appalto con Stellantis scadrà il 31 dicembre, e l’azienda sta valutando una procedura di licenziamento collettivo entro il 15 ottobre, una mossa inaccettabile per i sindacati.

L’incontro al Ministero dell’Industria e del Made in Italy (MIMIT) è stato segnato dalla forte critica per la reiterata assenza di Stellantis, vista come la conferma della volontà di internalizzare le attività e non rinnovare l’appalto. I sindacati continuano a chiedere il prolungamento del contratto o il riassorbimento dei lavoratori da parte dell’azienda automobilistica.

Nonostante l’impasse, dal MIMIT è emerso uno spiraglio: il Governo ha avviato un’interlocuzione con un’azienda del comparto difesa per la ricollocazione degli operai. Tuttavia, i tempi di riassunzione richiederanno un periodo di cassa integrazione in deroga, che Trasnova ha già dichiarato di non poter garantire.

Per sbloccare la situazione, il 20 ottobre è in programma un incontro tra l’AD di Stellantis, Filosa, e i sindacati, seguito da un tavolo governativo sull’indotto automotive.

Borrelli al fianco dei lavoratori Trasnova

Il deputato Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi Sinistra) ha espresso la sua ferma condanna per il trattamento riservato agli operai, molti dei quali ex Fiat:

«Al momento i tempi restano incerti e senza un’adeguata copertura con la cassa integrazione in deroga rischiamo di lasciare le famiglie senza alcuna garanzia. Inaccettabile, inoltre, la volontà dichiarata da Trasnova di valutare già entro metà ottobre la procedura di licenziamento collettivo. Non possiamo permettere che, ancora una volta, i lavoratori vengano trattati come numeri o scarti di un sistema di appalti e subappalti.»

«Questi operai non chiedono privilegi o stipendi d’oro, chiedono solo di continuare a fare il loro lavoro e mantenere le proprie famiglie. Stellantis non può lavarsene le mani dopo aver incassato miliardi di soldi pubblici in Italia. Lo Stato deve pretendere che l’azienda si assuma le proprie responsabilità e che venga trovata una soluzione concreta e dignitosa. Io continuerò a stare al fianco dei lavoratori Trasnova e delle loro famiglie finché non arriveranno risposte vere.»

Trasnova, Ciarambino: “Il Governo faccia la propria parte”

Anche Valeria Ciarambino, Vicepresidente del Consiglio regionale e componente del Gruppo Misto, ha espresso la sua vicinanza agli operai. Le dichiarazioni in merito all’attuale crisi lavorativa:

«Fra tre mesi i lavoratori di Trasnova rischiano di essere tutti disoccupati. È inaccettabile l’assenza di Stellantis al tavolo convocato al Ministero e rappresenta un segnale grave che deve suscitare la massima attenzione anche da parte delle istituzioni regionali. Nessun passo avanti è stato fatto per la salvaguardia occupazionale e l’intenzione è quella di procedere al licenziamento collettivo di tutto il personale a decorrere dal 1º gennaio, in assenza di alternative e per la cessazione dell’appalto con Stellantis. È necessario che governo e istituzioni locali, con sindacati e associazioni, si mobilitino per riaffermare il diritto al lavoro e alla dignità di tutti i lavoratori Trasnova» conclude Ciarambino.

 

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