Focus Napoli – Atalanta. Noa e Neres: finalmente! Un primo tempo da campioni per rovinare la prima di Palladino

NAPOLI – Occorrevano due settimane vissute sui fili dell’alta tensione per vedere un puntino di luce in fondo al tunnel, finora avvolto nel buio dopo le dichiarazioni avvelenate di Conte, nel post-gara di Bologna e a seguito delle presunte dimissioni del tecnico, respinte poi da De Lurentiis. Due settimane intense, corroborate nel frattempo dall’infortunio di Zambo Anguissa, finora elemento essenziale dell’assetto tattico del mister, nonchè capocannoniere della squadra e dalla settimana sabbatica di Conte, che lasciava presagire a chissà quale altro colpo di scena.

Il confronto con la squadra, nudo e crudo, al rientro dopo l’ultima sosta dell’anno solare, sembra aver portato la serenità che nelle ultime settimane è venuta a mancare e con essa anche i risultati sul campo. Difatti, i benefici con l’Atalanta, contro la quale gli azzurri tornano alla vittoria per 3-1, spedendoli nuovamente (e provvisoriamente) al comando della classifica, in attesa dei risultati di Inter e Roma, si sono visti, ma lungi dal pensare che con uno schiocco di dita, i problemi di questa squadra si sono vaporizzati.

Peggio di Bologna era davvero difficile fare e ripartire con una vittoria contro un’avversaria tosta come l’Atalanta, che si presentava per la prima volta con Palladino in panchina, era fondamentale per partire con il piede giusto in vista di un ciclo davvero duro, nel quale i campioni d’Italia dovranno poi affrontare il Qarabag in Champions League, poi Roma e Jventus in campionato, ma anche per non perdere ulteriore terreno in una classifica così corta, che permette una settimana di comandare la classifica, quella successiva di finire addirittura fuori dalla zona-Champions.

Gli azzurri però rispondono presente all’appello, dimostrando una buona reazione caratteriale agli scossoni di Conte. Così come il mister, che ha sicuramente fatto le dovute riflessioni dopo le sue “uscite” mediatiche, opportune fino ad un certo punto, ma sicuramente dettate dall’istintività, dal furore, dalla rabbia di vedersi sfuggire di mano il controllo della situazione così come di solito è abituato.

Nasce così un Napoli versione 2.0, se vogliamo definirlo così, opportunamente riveduto e corretto sotto certi aspetti, creato anche da una sorta di compromesso tra allenatore e squadra, che si sono venuti incontro dopo alcune settimane di fredda e reciproca sopportazione. Ed anche sul campo, questo Napoli è stato ritoccato, sia per necessità tecnico-tattiche, ma soprattutto per obbligo, vista e considerata la lunga lista di defezioni.

Conte propone un Napoli con un 3-4-3 con McTominay a vestire i panni di Zambo Anguissa; Di Lorenzo che gioca da quarto a destra a tutta fascia e Lang e Neres a tenere compagnia Hojlund sulla linea degli attaccanti, abbandonando finalmente l’idea (almeno per una volta) di avere Politano sempre e comunque in campo, visibilmente stanco e poco redditizio in zona gol, preferendo il brasiliano e di puntare su Lang, al posto di terzini e centrocampisti adattati ad attaccanti esterni pur di non far giocare l’olandese.

Puntare sui due attaccanti esterni si è rivelata la carta vincente del Napoli: Neres con una doppietta, Lang con il suo primo gol in maglia azzurra, sono stati i mattatori della fredda serata del Maradona, archiviando la partita nei primi quarantacinque minuti. Imprendibile il brasiliano, che fa ammatire il povero Ahanor, tagliato fuori in tutte le azioni che portano ai gol del Napoli. Prima doppietta con il Napoli a sfamare un digiuno di gol che durava da Gennaio; Noa Lang segna il terzo gol, di testa, modo desueto di segnare per lui che è un calciatore che riesce a dare il meglio di se palla al piede, ma anche così va bene lo stesso, sperando che sia il preludio ad una stagione in costante crescendo, a patto di tenerlo in debita considerazione e coinvolto nel progetto, allontanando il rischio di “perderlo” prima mentalmente poi tecnicamente, in pratica quello che stava accadendo fino alla fatidica trasferta di Bologna.

Ma nel complesso, tutto il pacchetto offensivo ha risposto bene agli stimoli di questa settimana. Anche lo stesso Hojlund ha disputato una buona partita nonostante non abbia segnato, ma rendendosi utile come uomo-assist anche se dal danese si chiedono anche i gol, ma sarebbe troppo volere ed avere tutto in una sola serata, dove il Napoli segna più gol di quanti ne abbia fatti nell’intero mese di Novembre. Anche McTominay, nonostante non abbia segnato, è apparsa in netta crescita, e abbastanza a suo agio nel ricoprire il doppio ruolo di mediano a fianco di Lobotka e di primo rimorchio dietro la linea degli attaccanti. Vicino al gol in un paio di occasioni, imprime la sua firma nell’assist che manda in rete Neres. Presenza ormai imprescindibile, quella dello scozzese, a maggior ragione con l’assenza di Zambo Anguissa che lo chiamerà spesso a coprire quelle zone di campo a lui sicuramente più consone della fascia sinistra.

In difesa, con la riprooposizione della difesa a tre, Beukema viene riproposto sul centro-destra, liberando Di Lorenzo dalle torture della fase difensiva che lo vede, suo malgrado, quasi sempre tra i peggiori protagonisti. Ieri, al contrario, buona prova del capitano, soprattutto nella fase che più predilige, quella di spinta e di prima impostazione, entrando nelle azioni del primo e, soprattutto, del terzo gol, servendo lo splendido pallone che Langa ha solo da spingere alle spalle di Carnesecchi. Si rivede anche Mazzocchi, al posto di Gutierrez: il napoletano non sarà mai Maldini, ma in situazioni che prevedono far rifiatare un affaticato Di Lorenzo, sarebbe un’opzione da prendere più in debita considerazione e non con il contagocce così come finora è stato.

Nel complessso, è stato un Napoli pimpante, almeno nel primo tempo, forse il miglior primo tempo di questa stagione, forse al pari di quello di Firenze, che ha provato e trovato trame di gioco molto più rapide nel loro evolversi e più letali nella finalizzazione, probabilmente “aiutati” da una disposizione tattica dell’Atalanta, molto alta con la linea difensiva, che ha permesso agli azzurri di cavalcare tra le praterie lasciate incustodite, o quasi, dai bergamaschi. Da qui, la conferma che il Napoli riesce ad esprimersi meglio contro le squadre che giocano più aperte, così come avvenuto contro l’Inter, poco meno di un mese fa. Ora, l’obiettivo, sarà trovare le soluzioni per poter scardinare difese molto più arroccate rispetto ad Inter ed Atalanta, contreo le quali i partenopei hanno palesato non pochi problemi a trovare sbocchi offensivi. La prossima partita in campionato, contro la Roma, una delle migliori difese della Serie A, dovrà dare altre risposte in questo senso.

Altro tema importante è quello della tenuta fisica e mentale: ad un ottimo primo tempo ed un buon inizio di secondo, ha fatto seguito un vistoso calo fisico, che ha comcesso alla squadra orobica di prendere il comando delle operazioni nel tentativo, improbo, di una rimonta. L’ingresso di Scamacca spariglia la carte in tavola e l’attaccante della nazionale, riesce quasi da solo a mettere sotto scacco la difesa partenopea, fino a quel momento dominante sugli sterili attaccanti nero-azzurri, segnando il gol della bandiera – molto bella la girata al volo, ma al tempo stesso lasciato troppo solo in area di rigore – e creando almeno altri due presupposti per riaprire una partita dondamentalmente chiusa all’intervallo. Avesse subito anche il secondo gol, le paure e le ansie di poter gettare alle ortiche una vittoria quasi certa sarebbero riemerse in modo dirompente e chissà come sarebbe finita. Fortuna che la rimonta riesce solo in parte ed il Napoli, che nel frattempo ha dovuto rinunciare anche a Rrahmani e Hojlund per infortunio, sperando sia nulla di grave per entrambi, ha contenuto il forcing dei ragazzi di Palladino. Sull’aspetto della gestione del risultato, quindi, c’è ancora da lavorare ma come detto, diamo tempo al tempo nonostante parliamo di difetti percettibili già da qualche mese a questa parte.

Tirando le somme, una vittoria che infonde fiducia e morale in questa squadra che in caso contrario e dopo le vicissitudini di queste settimane, sarebbe sprofondata ancora più in basso, innescando inevitabilmente lo stesso meccanismo che portò la squadra, allora in mano al triumvirato Garcia-Mazzarri-Calzona, dallo Scudetto al decimo posto nell’arco di una stagione. Una vittoria che, come detto, non risolve i problemi di una squadra che deve fare ancora i conti con un assetto tattico in continuo rinnovamento per scelta e per obbligo, sperando che con il passare delle settimane si possano recuperare calciatori attualmente stanchi e fuori forma ed altri fuori per infortunio e non riesce ancora a metabolizzare la mentalità da squadra che porta lo Scudetto cucito sulla maglia. La vittoria contro l’Atalanta potrebbe essere un nuovo inizio, ma guai a riposarsi sugli allori: sarebbe un errore madornale che porterebbe a conseguenze disatrose ed irreversibili sul medio e lungo periodo.

Ed ora la Champions, contro una squadra come il Qarabag, vera e propria mina vagante di questa edizione, che in questo momento ha una posizione migliore degli azzurri nel mega-girone e quindi scenderà al Maradona di giocarsi una partita dove ha tutto da guadagnare e poco da perdere, al contrario degli azzurri che, dal canto loro, hanno la necessità di portare a casa i tre punti per allontanarsi dalla pericolosa borderline, la posizione numero 24, l’ultima valida per un posto nei playoffs. Non vincere sarebbe dimezzare, se non di più, la percentuale di possibilità di qualificarsi.
Ma nel frattempo, godiamoci il provvisorio primato e ripartiamo dal primo tempo di ieri sera, dal buon gioco e dalle ottime sensazioni, dal Maradona che applaude lasciando alle spalle queste settimane di intense difficoltà, sperando la serata di ieri non sia stata l’eccezione, ma la regola, che vuole ancora un Napoli protagonista, in Italia ed in Europa. E come dice Conte: “Amma faticà”, sempre di più, ma soprattutto meglio ed in perfetta sintonia, dettaglio che fa un’enorme differenza.

 

RESTA AGGIORNATO, TORNA ALLA HOME PAGE E CLICCA SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK

Related Articles

Stay Connected

0FansLike
0FollowersFollow
0SubscribersSubscribe
- Advertisement -spot_img

Latest Articles