NAPOLI – Ad aprire la strada ci aveva pensato Gomorra, prima con il film di Garrone e poi con la fiction di Sollima. Più di recente, sulle reti RAI, era stata la volta di Sotto copertura, serie che raccontava la latitanza di Antonio Iovine. Il filone “camorristico” sembra non esaurirsi, ed il prossimo mese arriva al cinema “Milionari”, ultima opera del regista salernitano Alessandro Piva.

Milionari racconterà la faida di Scampia, la guerra di camorra che insanguinò la periferia nord di Napoli nel corso della cosiddetta “scissione” in seno al clan Di Lauro, guidato dal boss Paolo detto “Ciruzzo ‘o milionario”, soprannome che fornisce lo spunto per il titolo del libro “I milionari” scritto dal PM Luigi Alberto Cannavale con il giornalista Giacomo Gensini, cui poi si è ispirato Piva per il suo film. Nel cast Francesco Scianna e Valentina Lodovini.
La pellicola racconta – in un viaggio trentennale – l’evoluzione delle dinamiche all’interno del clan, sfociate poi nella faida che provocò oltre 70 morti, e che tutt’oggi continua a ricevere l’attenzione delle pagine di cronaca. L’esordio cinematografico è previsto per l’11 febbraio, ma è già possibile ipotizzare una divisione dell’opinione di pubblica sull’argomento: parlare di camorra non è facile, specie a Napoli e provincia, ma aiuta a capirne meglio il fenomeno; il rischio di creare antieroi che affascinino le giovani generazioni è forte, anche per questo vari sindaci dell’hinterland hanno rifiutato l’autorizzazione a girare le scene della seconda stagione di Gomorra nelle proprie città. Voltare lo sguardo dall’altra parte e far finta di niente, invece, è tipico di quel clima omertoso in cui la malavita organizzata ha messo radici e prosperato. Toccherà dunque a Piva, ed al suo film, provare a dirimere la questione.




