Tremila metri quadrati di terreno trasformati in deposito abusivo di rifiuti: è quanto ha portato alla luce un’operazione della Polizia Provinciale di Caserta condotta tra le zone di Destra Volturno e Pescopagano, nel comune di Castel Volturno. Al termine dei controlli, tre lotti privati sono finiti sotto vincolo giudiziario e altrettante persone sono state segnalate alla Procura di Santa Maria Capua Vetere. A distanza di pochi giorni, un secondo blitz sul litorale ha portato al blocco di un terreno demaniale a Mondragone, dove è emersa la presenza di lastre di amianto danneggiate.
Sopralluogo dopo sopralluogo, gli operatori hanno fatto emergere un quadro allarmante: cumuli di scarti pericolosi, in alcuni punti già ridotti in cenere da roghi appiccati in precedenza. Ad aggravare la situazione, la presenza di numerosi veicoli lasciati a marcire tra i rifiuti, spesso privati di ogni componente riutilizzabile e ormai ridotti a scheletri di lamiera. Un dettaglio che, secondo gli accertamenti, racconta di un traffico parallelo legato al recupero illegale di pezzi di ricambio.
Di fronte a un quadro simile, per gli agenti non c’era altra strada che il vincolo giudiziario: sia i terreni sia le strutture abusive che vi sorgevano sono stati posti sotto sequestro.
Le verifiche si sono chiuse con un atto formale: la Polizia Provinciale ha inoltrato gli atti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, coinvolgendo tre persone considerate, sulla base di quanto ricostruito finora, collegate alla gestione dei terreni. Sul tavolo dei magistrati finiscono ipotesi di reato legate al deposito incontrollato e allo smaltimento non autorizzato di rifiuti, a cui potrebbero aggiungersi ulteriori contestazioni ancora da definire. Va precisato che si tratta, al momento, di accertamenti in fase preliminare: solo l’iter giudiziario stabilirà eventuali responsabilità a carico dei tre soggetti coinvolti.
Il fronte dei controlli si è poi spostato sulla costa, dove i pattugliamenti hanno portato all’individuazione di un ulteriore fazzoletto di terra, questa volta di proprietà pubblica, nel comune di Mondragone. Al suo interno, insieme a rifiuti di varia natura, sono state trovate porzioni di amianto danneggiato: un materiale che, quando si sbriciola o si frattura, può disperdere fibre nocive per la salute di chi vive o transita nei paraggi. Le indagini per individuare chi abbia abbandonato il materiale sono ancora aperte.
Al di là dei siti di sversamento individuati, il pattugliamento generale del territorio ha permesso agli agenti di identificare circa cinquanta persone e di elevare sanzioni per un ammontare complessivo vicino ai novemila euro.
Non è la prima volta, e difficilmente sarà l’ultima. Le zone di Destra Volturno e Pescopagano, cuore del litorale Domizio, fanno i conti da anni con sversamenti che si ripetono nonostante l’installazione di sistemi di videosorveglianza e la presenza ricorrente delle forze dell’ordine sul territorio. A tenere vivo il fenomeno contribuiscono proprio le carcasse di auto, spesso trasformate in un mercato parallelo di componenti rubati o recuperati illegalmente.
A livello nazionale, è il Comando Carabinieri per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare a occuparsi della prevenzione e della repressione dei reati ambientali, un compito che sul litorale Domizio pesa più che altrove, considerata la lunga storia di sversamenti che caratterizza quest’area. Accanto ai Carabinieri opera anche il Commissario Unico di Governo per la bonifica delle discariche abusive, la figura istituzionale che si occupa di programmare, insieme a Prefetture, Regione e polizie locali, le operazioni di rimozione dei cumuli di rifiuti sparsi sul territorio.
Le difficoltà di questa provincia, del resto, non riguardano solo l’ambiente: basti pensare al focolaio di epatite A registrato pochi mesi fa in un comune dello stesso litorale, o alle tensioni sociali legate alla scarsità di occupazione che continuano a segnare diverse fasce della popolazione locale.
Sequestrare un terreno non equivale a guarirlo: senza una bonifica reale e un presidio che duri nel tempo, quello stesso fazzoletto di terra rischia di tornare discarica nel giro di poche settimane, mentre chi sversa illegalmente si sposta semplicemente di qualche centinaio di metri, pronto a ricominciare altrove. E fin quando i controlli resteranno un’eccezione e non una regola, il litorale Domizio continuerà a scontare il conto di un’emergenza che si trascina, identica a se stessa, da oltre vent’anni.




