Napoli, vandalizzata la targa dedicata a Tullio Pironti: sfregiata la memoria di un pezzo di città

A piazza Dante, nel cuore di Napoli, è stata vandalizzata la targa dedicata a Tullio Pironti, storico libraio ed editore napoletano, figura che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per la cultura, per i libri e per quella Napoli capace di trasformare una libreria in un luogo di incontro, discussione e conoscenza.

La notizia ha provocato indignazione tra quanti considerano Tullio Pironti una parte importante della storia culturale napoletana, una figura legata ad una lunga attività nel mondo dell’editoria e della libreria, ma anche ad un modo particolare di vivere la città. Da ricordare che la sua libreria è stata per anni un luogo frequentato da scrittori, giornalisti, intellettuali e semplici lettori.

La targa era stata installata proprio per ricordare quell’uomo che aveva trasformato il rapporto con i libri in una parte della vita della città. Oggi quello stesso simbolo è stato danneggiato, un gesto che ha suscitato sdegno e che riapre una questione che a Napoli torna spesso: il rapporto con il patrimonio pubblico e con quei piccoli segni che raccontano la storia della città. Perché una targa può sembrare un oggetto di poco valore, ma dietro una targa c’è un nome, e dietro quel nome c’è una storia. Vandalizzarla significa quindi colpire anche un pezzo di memoria collettiva.

A commentare quanto accaduto è Pasquale Langella, dell’omonima libreria di Port’Alba, luogo che da sempre rappresenta uno dei punti di riferimento per chi vive il mondo dei libri e della cultura nel cuore di Napoli: “È un atto deplorevole da condannare con forza e rappresenta anche un serio pericolo per l’incolumità pubblica”.

Parole che restituiscono la gravità di quanto accaduto perché non si tratta soltanto del danno materiale provocato ad un bene presente in uno spazio pubblico, ma c’è anche una questione legata alla sicurezza e al rispetto di un luogo frequentato quotidianamente da cittadini e visitatori.

Piazza Dante è infatti uno degli spazi più vivi del centro di Napoli, una zona attraversata ogni giorno da migliaia di persone, dove convivono attività commerciali, cultura, turismo e vita quotidiana. Ed è proprio in luoghi come questo che il rispetto dello spazio comune dovrebbe essere una regola elementare.

Il problema è che troppo spesso il vandalismo viene liquidato come una semplice bravata, episodi apparentemente piccoli che, sommati uno dopo l’altro, finiscono però per cambiare il volto delle nostre città. E soprattutto finiscono per trasmettere l’idea che ciò che appartiene a tutti, alla fine, non appartenga a nessuno.

La targa dedicata a Pironti non ricordava poi una persona qualunque, ma un uomo che ha legato il proprio nome ai libri e alla cultura napoletana, una figura che ha attraversato una parte importante della storia editoriale della città. Ed anche per questo arriva un’altra frase di Pasquale Langella, che racchiude tutta l’amarezza davanti a un gesto del genere: “Per l’autore o gli autori dell’atto, sperate che Tullio da lassù vi perdoni…”, una frase che contiene indignazione, ma anche amarezza. Perché davanti ad un gesto del genere è difficile non chiedersi cosa spinga qualcuno a danneggiare proprio un simbolo della cultura.

La risposta non può essere semplicemente quella di riparare la targa. Certo, bisognerà farlo. Ma sarebbe altrettanto importante interrogarsi su quello che accade negli spazi pubblici e sul senso di appartenenza che abbiamo nei confronti della città.

Napoli viene raccontata ogni giorno attraverso la sua storia, i suoi monumenti, i suoi personaggi, le sue tradizioni. È una città che vive anche di memoria, e quella memoria non può essere utilizzata soltanto quando serve a raccontare una Napoli bella e affascinante, va difesa anche nella quotidianità. Una targa, un monumento, una statua, una panchina o un muro storico fanno parte dello stesso patrimonio, sono elementi che raccontano dove siamo e da dove veniamo.

La targa tornerà al suo posto. Ma la domanda resta: quanto siamo disposti a rispettare ciò che appartiene alla nostra città?

 

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