Bonaventura Cerqua, una storia di famiglia che diventa memoria di una città

Ci sono giornate nelle quali il tempo sembra fermarsi. Giornate in cui il passato torna a farsi presente, i ricordi acquistano un significato nuovo e una storia familiare riesce a coinvolgere un’intera comunità. La presentazione del libro dedicato al Cav. Bonaventura Cerqua è stata una di quelle giornate. Per la famiglia, per gli amici e, soprattutto, per la città di Qualiano.

L’appuntamento nella sala consiliare si è trasformato in un momento di grande partecipazione. La sala, pienissima, ha accolto familiari, amici, conoscenti ed ex dipendenti della fabbrica Cerqua, tutti riuniti per rendere omaggio alla figura di un uomo che ha rappresentato una parte importante della storia della comunità qualianese.

Tra i presenti, gli interventi di autorevoli esponenti delle istituzioni, della cultura e della società civile hanno contribuito a dare ulteriore rilievo all’iniziativa. A portare il proprio contributo sono stati il sindaco Raffaele De Leonardis, l’onorevole Michele Schiano, l’ex sindaco di Qualiano Stefano Morgera, il generale Claudio Mungivera, Marcello Curzio, giornalista e professore nonché profondo conoscitore della nostra realtà locale Peppe Panella, narratore di storie locali. Le loro testimonianze hanno arricchito un pomeriggio nel quale il ricordo personale si è intrecciato con la memoria collettiva.

Al centro dell’incontro, però, c’era soprattutto lui, Bonaventura Cerqua fondatore della omonima fabbrica di prefabbricati. Un nome legato non solo alla storia di una famiglia e ad un’attività produttiva, ma un nome legato ad un rapporto profondo con Qualiano. Un uomo la cui vicenda umana e professionale ha lasciato tracce nella vita di molte persone, comprese quelle che per anni hanno lavorato nella sua fabbrica.

Ed è proprio la presenza degli ex dipendenti ad aver dato alla giornata un significato particolare. In quella sala non c’erano soltanto persone venute ad ascoltare la presentazione di un libro, ma anche uomini e donne che, in tempi diversi, avevano condiviso una parte della propria vita con la famiglia Cerqua. La loro partecipazione ha restituito concretezza a una storia che rischiava, come tante altre, di rimanere affidata soltanto ai ricordi privati.

Per il nipote, autore del progetto, quella giornata ha rappresentato il compimento di un sogno coltivato a lungo. Raccontare la vita del nonno di cui porta nome e cognome non è stato soltanto un esercizio di memoria, ma un modo per dare forma scritta a un forte legame familiare e, nello stesso tempo, per riconsegnare alla città una parte del proprio passato he doveva essere necessariamente raccontato.

Il libro, infatti, è stato dedicato non solo alla famiglia Cerqua ma è una epopea umana ed industriale che viene consegnata alla città di Qualiano. Una scelta che nasce da una convinzione profonda: per Bonaventura Cerqua la città non era semplicemente il luogo in cui vivere e lavorare, ma una comunità alla quale si sentiva intimamente legato. “Per il nonno Bonaventura Qualiano era la sua famiglia”, è il senso di una dedica che racchiude il rapporto tra un uomo e la sua terra.

A rendere possibile la pubblicazione è stato anche il contributo del prof. Antonino Granata, amico e collaboratore prezioso in questo percorso. Un lavoro condiviso che ha permesso di trasformare un’idea in un libro e un ricordo familiare in una testimonianza destinata a rimanere e ad essere raccontata per la generazione attuale e quelle future.

La giornata si è così conclusa lasciando un sentimento difficile da racchiudere in una sola parola. C’era l’orgoglio per il traguardo raggiunto, la commozione per la presenza di tante persone e la consapevolezza di aver fatto qualcosa che va oltre la dimensione privata.

Perché quando la storia di una famiglia riesce a riunire una comunità intera, quella storia smette di appartenere soltanto a chi l’ha vissuta. Diventa memoria condivisa.

E per la famiglia Cerqua, e per Qualiano, la presentazione del libro su Bonaventura (detto Ventura) è stata proprio questo: una giornata di memoria, di emozioni e di orgoglio, nella quale un sogno personale ha trovato la sua realizzazione davanti alla città che il nonno tanto amava.

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