MELITO – Un patrimonio del valore di circa 220 milioni di euro è stato sequestrato dai Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli e Bologna e dallo Scico all’imprenditore campano Giuseppe Rostan, impegnato nei settori edilizio e immobiliare, ritenuto dagli inquirenti in affari con la criminalitĂ organizzata, e alla sua famiglia.
Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli (presieduta dalla giudice Teresa Areniello) su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea.
Il sequestro riguarda partecipazioni societarie e beni riconducibili a tre societĂ operanti nei settori immobiliare e sanitario, oltre a 394 unitĂ immobiliari (tra appartamenti, locali commerciali, uffici, depositi, autorimesse, terreni e immobili in corso di costruzione nelle province di Napoli e Roma), 12 beni mobili registrati e 28 rapporti finanziari comprendenti disponibilitĂ bancarie, strumenti finanziari e prodotti assicurativi.
Le indagini hanno consentito di fare luce sui rapporti d’affari che, secondo gli inquirenti, l’imprenditore aveva intessuto con persone ritenute legate alla criminalitĂ organizzata e anche di accertare una rilevante sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio riconducibile all’imprenditore e ai suoi familiari.
Un contributo alle indagini è arrivato anche dai collaboratori di giustizia che hanno reso dichiarazioni sui legami con la criminalitĂ organizzata, in particolare nell’ambito di operazioni immobiliari come la realizzazione del complesso residenziale “Parco Primavera” a Melito di Napoli, parzialmente interessato dal sequestro.
Gli approfondimenti patrimoniali hanno inoltre consentito di rilevare, con riferimento al periodo 1999-2016, una sproporzione tra i redditi dichiarati e le disponibilitĂ patrimoniali riconducibili all’imprenditore, costituite da partecipazioni societarie, disponibilitĂ finanziarie e immobili ubicati in Campania e nel Lazio. (ANSA).




