Superato il cancello iniziale spostandosi verso sinistra, accanto alle sei colonne semicircolari, sono visibili i primi segni delle azioni vandaliche. Un reticolato penzola al ritmo di raffiche di vento. Lo spazio, destinato probabilmente al divertimento dei bambini, è caratterizzato dall’erba cresciuta su asfalto e su ogni punto dei quattro gradini.
Il tour in villa continua. Appare in pieno stile torre di Pisa l’insegna del Comune di Giugliano su cui sono leggibili una serie di divieti: non calpestare le aiuole, divieto andare in bicicletta, vietato introdurre animali domestici, non giocare con il pallone. San pietrini assenti in diversi punti, perché staccati da qualche incivile con martello e taglierino.
Il rischio di inciampare mentre si cammina è elevato sia per i più piccoli che per gli adulti. Al centro della villa c’è una meravigliosa fontana circolare, spenta, senza riciclo di acqua e dal colorito verde muschio. È diventata una piscinetta per insetti nella quale galleggiano carte di merendine e cicche di sigarette.
Il colpo più duro messo a segno dai vandali è l’area delle giostre. Il ponte che permette di salire sulla struttura dove ci sono gli scivoli, ad un tratto si interrompe, perché la pavimentazione in legno è stata smantellata. L’anfiteatro sembrerebbe l’unica zona intatta, eppure ad una vista attenta si può osservare la lesione del vetro che copre i fari notturni, un pericolo per i bambini che potrebbero mettere le mani per curiosità.
“Ho fermato in tempo mio figlio – dice una signora – Era sul punto di inserire la pallina da ping pong nel faretto, si sarebbe tagliato dato che i vetrini rotti o avrebbe potuto prendere una scossa elettrica”.
Nell’immaginario si potrebbe pensare alla scarsa pulizia dei bagni pubblici, e invece regna la pulizia, ma per chi volesse lavare le mani dovrà attendere di tornare a casa.
Molti i ragazzi che frequentano la villa e non risparmiano critiche a chi commette raid e distrugge uno spazio comune. I genitori lamentano i pericoli in cui incorrono i propri bambini e promettono di non tornare più. “Preferisco portare mio figlio nella villa comunale di Villaricca – dice un papà – Almeno lì c’è sorveglianza e le giostre sono integre”.
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