Unioni Civili a Giugliano, la politica si spacca. Risso: “Atto di civiltà”. Barricate dal resto dell’opposizione

La proposta del registro per le unioni divide le minoranze. Russo e Sequino tuonano: “Se ne occupi la politica nazionale”. Arzillo: “Bloccherò i lavori in commissione”

GIUGLIANO – Anche nella terza città della Campania le unioni civili spaccano la politica. La proposta di introduzione del registro per le unioni civili, protocollata dal consigliere pentastellato Vincenzo Risso – a breve discussa in prima commissione consiliare – ha contrapposto il fronte del sì a quello del no. Ed è proprio l’opposizione a dividersi. Ma le posizioni sul tema sono meno distanti di quanto si possa pensare e non mancano aperture a sorpresa.

I CINQUE STELLE – “Il registro delle unioni non è altro che un modo giusto per riconoscere i diritti alle coppie di fatto, etero o meno, ed un atto di civilità dovuto alla nostra città – ha spiegato Risso, consigliere Ms5 -. L’Italia paga già delle multe per il mancato riconoscimento delle unioni civili. Il Paese non è al passo con le altre normative europee. Gli atti di annullamento dei registri di tante città da parte delle prefetture sono stati impugnati con ricorsi al Tar e alla Corte Europea che a breve ci darà ragione. Credo sia il caso di approvare il registro a Giugliano e portare il Comune nel 2015″. L’esponente grillino chiude poi con una provocazione: “Mi chiedo e vi chiedo: ma il sindaco, che è dichiaratamente di sinistra, cosa ne pensa? E la sua maggioranza che ha anche esponenti di destra la penserà alla stessa maniera?”

Un momento della cerimonia in Campidoglio per la trascrizione, davanti al sindaco Ignazio Marino, di sedici matrimoni gay contratti all'estero, 18 ottobre 2014 a Roma. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI
Unioni civili a Roma

CAMBIAMENTI – “Il registro non ha alcun senso – ha dichiarato invece Anna Russo, esponente di CambiaMenti -. Già in altre città è un esperimento bocciato dalle Prefetture. Sono d’accordo col riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto ed è giusto che l’Italia se ne occupi per colmare la falla normativa rispetto agli altri paesi europei, prima che ce lo imponga l’Unione, ma discuterne al Comune di Giugliano è mera propaganda. Non saranno i lavori in commissione a risolvere il problema. Della regolamentazione può occuparsene solo lo Stato centrale.”

FORZA ITALIA – Perplessità sul valore giuridico della proposta sono espresse anche da Alfonso Sequino, capogruppo FI. “Le unioni civili sono un tema attuale ed è bene che la politica ne parli come ne ha parlato il Papa. Chi vuole rappresentare un popolo, a prescindere dagli ideali e dalle posizioni, deve affrontare tale questione. Sull’argomento esistono sicuramente sensibilità diverse, ma di certo tutti sono d’accordo sul fatto che, in generale, i diritti civili devono aumentare. La materia delle unioni civili e delle unioni tra persone dello stesso sesso è oggi impossibile da regolamentare, perché oltre a tenere conto dei diritti diversi e di esigenze diverse, è necessario prima supportare tutto con una legge nazionale che al momento non esiste. Colgo positivamente il fatto che i colleghi del Movimento 5 Stelle si preoccupino di un tema di rilevanza europea e che in città se ne parli in modo laico e civile, ma allo stesso tempo credo sia inutile istituire un regolamento che diventerà carta straccia visto che non ha un adeguato appoggio normativo”. Poi una riflessione sulla difesa della famiglia tradizionale: “Piuttosto è doverosa una riflessione, i tempi sono maturi sugli allargamenti dei diritti, ma bisogna anche essere sicuri che non ledano i diritti altrui, perché dove si allarga un diritto di uno spesso si lede quello dell’altro. Parallelamente, affinché non sia strumentale e nel rispetto dei diritti di tutti, è necessario che si rafforzino anche le garanzie sulla famiglia tradizionale che è il vero cardine della società”.

LA MINACCIA DI ARZILLO – Minaccia invece reazioni durissime il segretario locale de “La Destra”, Antonio Arzillo, che annuncia di bloccare fisicamente i lavori in commissione non appena il tema approderà in discussione. Eppure, nonostante la posizione conservatrice, l’esponente radicale non nasconde aperture sul tema: “Non è un problema riconoscere dei diritti a forme di convivenza, al di là dell’orientamento sessuale. Ci sono esigenze sociali che non possono essere ignorate. Ma il legislatore deve intervenire nell’ambito del diritto civile, senza intaccare o modificare l’istituto del matrimonio. Se invece si estendono diritti e garanzie tipiche di quest’istituto anche ai conviventi, si crea un varco pericoloso nell’ordinamento che un domani potrebbe legittimare gli affidamenti di minori a coppie omosessuali. Ci sono dei valori come la famiglia tradizionale che per il nostro partito non sono negoziabili.”

 

 

 

Marco Aragno
Marco Aragno
Giornalista pubblicista, sono il caporedattore de Il Meridiano News. Ho pubblicato due libri: Zugunruhe (Lietocolle, 2010); Absolute (Con-fine, 2015). Collaboro con Linkiesta.it.

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