La proposta del registro per le unioni divide le minoranze. Russo e Sequino tuonano: “Se ne occupi la politica nazionale”. Arzillo: “Bloccherò i lavori in commissione”
GIUGLIANO – Anche nella terza città della Campania le unioni civili spaccano la politica. La proposta di introduzione del registro per le unioni civili, protocollata dal consigliere pentastellato Vincenzo Risso – a breve discussa in prima commissione consiliare – ha contrapposto il fronte del sì a quello del no. Ed è proprio l’opposizione a dividersi. Ma le posizioni sul tema sono meno distanti di quanto si possa pensare e non mancano aperture a sorpresa.
I CINQUE STELLE – “Il registro delle unioni non è altro che un modo giusto per riconoscere i diritti alle coppie di fatto, etero o meno, ed un atto di civilità dovuto alla nostra città – ha spiegato Risso, consigliere Ms5 -. L’Italia paga già delle multe per il mancato riconoscimento delle unioni civili. Il Paese non è al passo con le altre normative europee. Gli atti di annullamento dei registri di tante città da parte delle prefetture sono stati impugnati con ricorsi al Tar e alla Corte Europea che a breve ci darà ragione. Credo sia il caso di approvare il registro a Giugliano e portare il Comune nel 2015″. L’esponente grillino chiude poi con una provocazione: “Mi chiedo e vi chiedo: ma il sindaco, che è dichiaratamente di sinistra, cosa ne pensa? E la sua maggioranza che ha anche esponenti di destra la penserà alla stessa maniera?”

CAMBIAMENTI – “Il registro non ha alcun senso – ha dichiarato invece Anna Russo, esponente di CambiaMenti -. Già in altre città è un esperimento bocciato dalle Prefetture. Sono d’accordo col riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto ed è giusto che l’Italia se ne occupi per colmare la falla normativa rispetto agli altri paesi europei, prima che ce lo imponga l’Unione, ma discuterne al Comune di Giugliano è mera propaganda. Non saranno i lavori in commissione a risolvere il problema. Della regolamentazione può occuparsene solo lo Stato centrale.”
FORZA ITALIA – Perplessità sul valore giuridico della proposta sono espresse anche da Alfonso Sequino, capogruppo FI. “Le unioni civili sono un tema attuale ed è bene che la politica ne parli come ne ha parlato il Papa. Chi vuole rappresentare un popolo, a prescindere dagli ideali e dalle posizioni, deve affrontare tale questione. Sull’argomento esistono sicuramente sensibilità diverse, ma di certo tutti sono d’accordo sul fatto che, in generale, i diritti civili devono aumentare. La materia delle unioni civili e delle unioni tra persone dello stesso sesso è oggi impossibile da regolamentare, perché oltre a tenere conto dei diritti diversi e di esigenze diverse, è necessario prima supportare tutto con una legge nazionale che al momento non esiste. Colgo positivamente il fatto che i colleghi del Movimento 5 Stelle si preoccupino di un tema di rilevanza europea e che in città se ne parli in modo laico e civile, ma allo stesso tempo credo sia inutile istituire un regolamento che diventerà carta straccia visto che non ha un adeguato appoggio normativo”. Poi una riflessione sulla difesa della famiglia tradizionale: “Piuttosto è doverosa una riflessione, i tempi sono maturi sugli allargamenti dei diritti, ma bisogna anche essere sicuri che non ledano i diritti altrui, perché dove si allarga un diritto di uno spesso si lede quello dell’altro. Parallelamente, affinché non sia strumentale e nel rispetto dei diritti di tutti, è necessario che si rafforzino anche le garanzie sulla famiglia tradizionale che è il vero cardine della società”.
LA MINACCIA DI ARZILLO – Minaccia invece reazioni durissime il segretario locale de “La Destra”, Antonio Arzillo, che annuncia di bloccare fisicamente i lavori in commissione non appena il tema approderà in discussione. Eppure, nonostante la posizione conservatrice, l’esponente radicale non nasconde aperture sul tema: “Non è un problema riconoscere dei diritti a forme di convivenza, al di là dell’orientamento sessuale. Ci sono esigenze sociali che non possono essere ignorate. Ma il legislatore deve intervenire nell’ambito del diritto civile, senza intaccare o modificare l’istituto del matrimonio. Se invece si estendono diritti e garanzie tipiche di quest’istituto anche ai conviventi, si crea un varco pericoloso nell’ordinamento che un domani potrebbe legittimare gli affidamenti di minori a coppie omosessuali. Ci sono dei valori come la famiglia tradizionale che per il nostro partito non sono negoziabili.”




