NAPOLI – L’Italia è capovolta. Dove dovrebbe esserci freddo e nebbia, c’è sole e cielo limpido. Dove dovrebbe esserci al massimo qualche nuvola sparsa, piove all’inglese. Neanche te ne accorgi, ma ti ritrovi inzuppato dopo qualche minuto, neanche fossi appena uscito dalla doccia con i vestiti addosso.
Il meteo insolito inasprisce i colori degli ultimi rientri alla normalità , rendendoli definitivi ancor prima di essere completati. Il vento gelido attraversa i palazzi, attraverso gli spazi che li dividono. Ma il vento spinge via le nuvole gravide d’acqua gelida, le spinge via da Fuorigrotta, quel tanto che basta. Giusto il necessario per rendere il manto erboso del San Paolo soffice, appena bagnato, adorabilmente omogeneo, una moquette morbida, un tappeto persiano appena lavato.
Napoli-Torino viene anticipata dalla più insoddisfacente serie di risultati a sfavore. Le pomeridiane avevano mostrato le vittorie di Juventus e Fiorentina. Pareggio per la Roma, che perde punti pesantissimi a Verona contro il Chievo, formato “grandi rimonte”. Il pre-posticipo aveva mostrato l’ennesima vittoria striminzita ma efficace dell’Inter a Empoli, tra le proteste, poi rivelatesi giuste, dei padroni di casa per un rigore non dato.
Ore 20:45, tutti ai propri posti. Si riparte! Riparte? Falso. Il professore ha preteso che la squadra riprendesse a lavorare giĂ a ridosso del capodanno, concedendole giusto il brindisi per il countdown, poi tutti a casa presto. Si, come no. Sarri lo sapeva. Lo aveva immaginato. Ma ha lasciato correre, ha accettato. Ma tutto ha un prezzo.
Ranghi serrati, tutti a disposizione del mister, anche se chiama le doppie sedute, anche se indìce una sorta di ritiro fino al fischio d’inizio del match. Era come un presagio, o una sorta di presentimento. Lo avrà tenuto sveglio in queste notti che profumano ancora vagamente di Natale.
“Un centrocampista, un difensore, magari servirebbe anche un terzino. Meglio far riposare ancora qualcuno. Oppure squadra che vince non si cambia? Che idiozia! Dove ho messo l’accendino? Maledetto accendino!” Allan in panca, David Lopez titolare, con Valdifiori per lo squalificato Jorginho, e Hamsik, intoccabile. Dietro tutto uguale, avanti pure.
Il centrocampo-2 poteva essere una trappola. Poteva essere quel presentimento che l’ha tenuto sveglio. Poteva. Invece no. Il Napoli tesse la solita rete di passaggi che fa andare in panne il Toro. I rombi in ogni zona del campo, aprono il varco. Pressing e contropiede fanno il resto. Il Torino gioca una buonissima partita, attenta e energica. Si difende ma risponde anche agli attacchi. Ma il Napoli non regala niente. Le linee strettissime in mezzo al campo sono una maledizione per gli avversari.
Avete presente quando, al mare, o nella vasca da bagno di casa vostra, provate a trattenere il respiro sott’acqua, per il maggior tempo possibile? Ecco, in quel caso, dopo qualche secondo risalite in superficie e respirate a pieni polmoni. Il 4-3-3 totale del professore è una mano che vi tiene la testa sott’acqua per 90 minuti e non vi fa risalire. Niente aria. Niente. Ad una sola condizione: i 3 punti, in cambio di un respiro a polmoni spalancati. 3 punti, o niente aria. Volete respirare?
Il respiro. Quanto dura un respiro? Quanto è veloce? Cosa si può fare nel tempo di durata di un respiro? Inspirate profondamente. Via!
-Valdifiori per Higuain, rasoterra. Higuain alza leggermente la testa, quel tanto che basta per calibrare il sinistro a giro, di prima. Morbido, Higuain per Callejon. Callejon fa rimbalzare il pallone e lo tocca, verso il compagno vicino, di controbalzo. Delicato, raffinato. Lorenzo Insigne. La sfera è già illuminata. E’ una palla magica che emana luce, che affascina, che irradia, che acceca.
Il mago ha già pronto l’incantesimo che sbalordirà gli increduli paganti. Il pallone rimbalza, busto leggermente teso all’indietro. L’ha immaginato decine di volte. Sa esattamente dove finirà quella sfera magica. Destro, deciso, preciso. Angolo sul palo opposto. Et uoillà !-
Ora potete espirare. Prendete aria. Ora sapete cosa si può fare nel tempo di durata di un respiro. E’ l’aria che sa di magia. E’ la magia in un respiro.




