Quarto, l’ombra dei Polverino sui voti del Movimento 5 stelle

QUARTO – Una valanga che man mano che scende si ingrossa e travolge tutto quello che incontra. Una valanga che sta affossando il comune di Quarto e che in parte sta minando la credibilità del Movimento 5 stelle, che nell’arco della sua breve storia ha sempre fatto dell’onestà il più grande motivo di vanto.

Lo scenario che emerge dall’impianto accusatorio del procuratore Giuseppe Borrelli e del pm Henry John Woodcock non lascia molto spazio alle interpretazioni. Secondo le intercettazioni un nucleo di imprenditori locali legati allo storico ras Giuseppe Polverino, capo dell’omonimo clan, avrebbero dirottato i propri voti sul pentastellato Giovanni De Robbio che alle ultime elezioni è stato il primo per preferenze nella città flegrea.

Famiglie come quelle dei Cesarano, dei D’alterio e dei Paragliola, che da anni intrecciano interessi con le attività comunali e che pur rivendicando la propria autonomia sono state spesso in odore di collusione con i clan camorristici della zona, avrebbero catalizzato la propria attenzione politica sulla figura di De Robbio. In un’intercettazione Luigi Giacomo Cesarano, figlio dell’imprenditore Alfonso Cesarano, parla di un presunto “patto” stretto con l’ormai ex consigliere pentastellato, “ora dobbiamo portare a votare chiunque, tutti devono votare Movimento 5 stelle”.

Proprio i rapporti tra De Robbio e i Cesarano – che negli atti della Procura vengono deifiniti “legati ai Polverino” – sarebbero costati all’ex consigliere l’accusa di voto di scambio e di tentata estorsione ai danni del sindaco Rosa Capuozzo aggravata dalla finalità mafiosa.

De Robbio intanto si è trincerato dietro un muro di silenzio ma si dice pronto a difendersi e tramite i suoi legali, Giuseppe Caruso e Amerigo Russo, respinge il ogni collegamento con gli ambienti della criminalità organizzata.

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