FRATTAMAGGIORE – Una video-inchiesta del Corriere della Sera svela un altro caso di mala sanità. L’ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore è chiuso da circa due mesi, ovvero da quando un forte temporale allagò i locali del pronto soccorso: l’acqua non causò danni gravi alla struttura, ma da quel momento il reparto è chiuso.
I macchinari e le strutture all’interno sono in discrete condizioni ma tutta la struttura è abbandonata perchè l’allagamento ha danneggiato l’impianto elettrico che adesso non risulterebbe più a norma.
Basterebbero degli interventi di manutenzione ma la goffa macchina burocratica rende tutte le procedure molto lente. Inizia così il tipo scaricabarile: il comune si rivolge all’Asl che a sua volta si rivolge all’Enel.
Tuttavia per risolvere in maniera adeguata la problematica degli allagamenti del pronto soccorso di Frattamaggiore occorrerebbe fare un intervento strutturale del sistema fognario in modo da far si che eventi del genere non si ripetano.
Da questo punto di vista però le istituzioni sembrano essere sorde rispetto ai richiami della comunità: il problema principale è che la struttura ospedaliera si trova in una zona di confine tra i comuni di Frattamaggiore e Frattaminore che da anni sono in lotta per rivendicare la paternità della struttura rendendo complicata anche l’assegnazione del più semplice lavoro di manutenzione.
Per venire incontro alle esigenze dei cittadini in alcuni locali della struttura è stato messo in piedi un pronto soccorso a ranghi ridotti che può accogliere fino a 30 unità al giorno, niente confrontate con le circa 180 unità di media giornaliera. I cittadini sono spesso costretti a spostarsi agli ospedali delle zone limitrofe distanti diverse decine di chilometri.





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