Importavano droga dalla Spagna per conto dei Polverino: chiesti 254 anni di carcere

MARANO – Diciannove imputati e oltre 234 anni di carcere. Mano pesante del pubblico ministero Di Mauro al processo che si sta svolgendo con il rito abbreviato e che punta a fare piena luce sulle attivitĂ  di tre diversi gruppi criminali ritenuti vicini al clan Nuvoletta di Marano. Con distinti ruoli i soggetti coinvolti nell’inchiesta rispondono di associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Tra gli imputati c’è anche quello che per l’accusa sarebbe l’attuale capo della cosca: Antonio Nuvoletto. Dalle indagini, chiuse con l’emissione di 21 misure cautelari eseguite dai carabinieri, è emerso che il 30enne, dopo la cattura del boss Giuseppe Polverino, avrebbe organizzato e finanziato l’importazione di ingenti quantitativi di hashish dalla Spagna. Per lui il pubblico ministero ha invocato una condanna a 20 anni di reclusione.

Secondo l’impianto accusatorio Nuvoletto sarebbe stato aiutato da Salvatore Avolio, cui sarebbe stato affidato anche il compito di provvedere alla distribuzione della sostanza stupefacente. Per lui il pm ha chiesto una pena a 9 anni. La pena piĂą alta è stata invocata per Giulio Ciccarelli, chiesti 22 anni di reclusione. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti , il ‘fumo’, una volta giunto in Italia grazie ad esperti corrieri, era quindi, acquistato da “grossisti’ quali Gaetano Chianese, che al momento dell’arresto è stato trovato anche in possesso di alcuni chili di hashish, suo fratello Giampaolo e Giovanni Vespoli quest’ultimo di Mondragone. Sarebbero stati loro, secondo gli investigatori, ad aver provveduto a cedere la droga su tutto il territorio nazionale e, in particolare, in Sicilia.

Per loro sono stati chiesti rispettivamente 14 anni, 20 anni e 10 anni. Interessi in terra sicula li aveva, però, anche Gabriele Andreozzi, anche lui arrestato durante il blitz e presso la cui abitazione i carabinieri hanno trovato 35 chili di cocaina. Per lui il pubblico ministero ha invece invocato 18 anni. L’elemento chiave dell’inchiesta, però. resta Antonio Nuvoletto, che – ricostruiscono gli inquirenti – per espresso volere dello stesso Giuseppe Polverino, fosse uno dei principali organizzatori del traffico di droga dalla Spagna. A lui erano spettavano le principali decisioni comprese quelle Operative.

Nel corso della indagini, infatti, è emerso anche che il boss, per punire un acquirente siciliano che non aveva ‘saldato’ una partita di droga, progettasse di eliminarne il figlio. Progetto, poi, abortito perchĂ© il debitore riuscì a mantenere il suo impegno. Nel corso delle prossime udienze sarĂ  la volta degli avvocati. Nel collegio difensivo ci sono gli avvocati Saccomanno, Dello lacono. Briganti, Ercolino, Basile, Segreti e Pace.

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