Aversa e le tradizioni: è di nuovo Natale. I festeggiamenti nella città normanna

AVERSA – Le luci e gli addobbi rivestono la città da circa un mese ormai, scandendo un conto alla rovescia per le vacanze tanto attese: un Babbo Natale di lampadine rosse, la slitta e le renne illuminano il Parco Pozzi, l’Albero dorato circondato da decorazioni blu e rosse si erge al centro di piazza Municipio, le luci proiettate sull’Arco dell’Annunziata accolgono i passanti all’ingresso di via Roma. In realtà, però, l’atmosfera natalizia è esplosa davvero solo nelle ultime ore, con la chiusura degli uffici e delle scuole, con la stesura dei menù da preparare e l’acquisto di ogni elemento essenziale che renda il tutto assolutamente perfetto.

La vigilia di natale ha un odore che cela qualcosa di magico dietro le temperature fredde, o perlomeno è quello che percepiscono gli amanti di questa ricorrenza annuale. Si comincia dal mattino a camminare per le vie del centro per ultimare i regali ed esaudire i desideri di amici e familiari, di bambini che scalpitano all’idea di dover scartare il proprio pacco. Le persone entrano ed escono dai negozi con fretta ed entusiasmo, ricordando gusti, generi e richieste precise. Saluti ed auguri riecheggiano nell’aria ed il traffico, sia pedonale che automobilistico, rumoroso e squillante, certo non manca.

Ogni pranzo della vigilia che si rispetti prevede la pizza di scarole, al fine di mantenersi leggeri per l’abbondanza dei piatti della sera, anche se in pranzi leggeri i campani non sono proprio ferrati. Persino nei negozi di Via Roma, i commercianti premono il tasto pausa per rispettare l’usanza tipica della cucina napoletana, assaporandola ed offrendola ai clienti che si trovano a passare di lì. Scarole, olive nere, pinoli ed uva passa, ingredienti semplici che rendono gustosa la pizza rustica delle feste per eccellenza.

Dalle 12 cominciano gli aperitivi in centro. Tutti i bar e i localini di via Seggio si riempiono di amici e conoscenti che si incontrano per brindare e scambiarsi gli auguri di Natale. Un brindisi che sfocia sempre in un’atmosfera di musica e sorrisi, di balli in strada e canzoni festose, fino alle 19:30 circa quando i fiumi di persone rientrano ognuno nelle proprie case, si riuniscono davanti al camino e a poco a poco prendono posto alla tavola apparecchiata in tema con l’occasione. 3, 2, 1 e si comincia.

Spaghetti con le vongole, insalata di rinforzo, baccalà e capitone fritto sono i protagonisti principali del cenone della vigilia, mentre la minestra “ammaritata” e la pasta al forno sono lo sfondo del pranzo di Natale. Piatti tutti serviti su tovaglie e addobbi rigorosamente rossi e dorati. E come possono mai mancare i dolci? Struffoli, roccocò, mustaccioli, “susamielli”, pasta di mandorle entrano per ultimi sul palco e chiudono in bellezza entrambi in giorni.

In realtà, il Natale ha il suo fascino soprattutto per l’abbracciarsi delle famiglie davanti al caminetto, i racconti dei nonni e le giocate a carte e tombola che riuniscono grandi e piccini in un unico sorriso. Un evento da godersi a pieno e fino in fondo.

 

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