NAPOLI – Siamo sul lungomare più bello d’Europa, o forse, del mondo. C’è da imbattersi negli storici paninari (Mena, Gianni pub) o negli illustri tarallari (Nas’ e’ can su tutti) per far di Napoli un ghiotto boccone e incantarsi a vedere il tramonto, sorseggiando una birra filosofica.
Da quando Napoli è Napoli questa del Lungomare è la sua zona in. E proprio di fronte al celebre Nas’ e’can, alle spalle della statua del cialtrone Re Umberto, c’era un rinomato locale per spogliarelliste. Qui non a caso. Ai tempi del Liberty, infatti, le bramosie erotiche dei signorotti napoletani o stranieri trasformarono certi vicoletti di queste parti in delle piccole Pigalle.
“Napoli, sì come ciascuno di voi molte volte può avere udito, è ne la più fruttifera e dilettevole parte di Italia, al lito del mare posta, famosa e nobilissima città, e di arme e di lettere felice forse quanto alcuna altra che al mondo ne sia.” (Prosa 7, 3, 1961). (Jacopo Sannazzaro).
Il Sincero Sannazzaro nasce a Napoli, a Mergellina, nella casa che oggi è la Chiesa di Santa Maria del Parto, alle spalle del ristorante Ciro a Mergellina, quasi ai piedi di Posillipo.
Occorre ingraziarsi il parroco per riuscire a salire al balconcino da cui si affacciava il Poeta. La veduta ispirerebbe rime e metafore persino ad un analfabeta. Da qui il paradiso non può esser lontano.
In attesa della reverenda concessione, intanto, ci gustiamo il maestoso panorama dal rialzato piazzale su cui si affaccia il sagrato della Chiesa. Napoli è ai nostri piedi. Da qui Robin Williams, nei panni dello sferzante disc jockey Cronauer, non ci penserebbe due volte ad urlare un liberatorio “Goooood mooorning Napoooliii”
Il mare è di tutti, ma c’è anche chi lo vuole tutto per sé e non vuol saperne di cederlo. E così preferisce rinchiuderselo in un villino, contemplarselo ed amarselo. Il vecchio di Hemingway, in una veste decisamente più borghese, vivrebbe qui, in una delle splendide abitazioni al Borgo Sermoneta.
Da questo posto il resto di Napoli è lontana, perché si è vicini solo al mare. Nessuna voglia di tornare indietro e di affrontare la Città: da queste parti ci si vuol sentire marinai o pescatori e, forse, anche un po’ maledettamente poeti.
LE FOTO
- Palazzo Don Anna da Borgo Sermoneta
- Lungomare
Maschio Angioino









