Gioco d’azzardo, il 2017 è l’ultimo anno d’oro?

Il trend del 2017 dovrebbe confermare quanto di positivo è stato raggiunto nel 2016. Per il futuro invece le incognite non sono poche. Il gioco d’azzardo batterà ancora ogni record, e in Italia potrebbe arrivare a sfondare la quota di 100 miliardi di euro nella raccolta complessiva. Un risultato storico che rischia di non avere seguito, vista la direzione che sta prendendo la legislazione nazionale.

I dati ufficiali di fine 2016 parlavano di un volume di gioco intorno ai 96 miliardi di euro, circa 4 in più rispetto all’anno precedente. Di questi 77 miliardi sono tornati agli scommettitori sotto forma di vincita, 10 hanno riempito le casse dell’erario e i rimanenti 9 sono il guadagno netto della filiera. Un’industria tra le più floride d’Europa e del mondo, pur con una presenza minima di grandi casinò terrestri (solo quattro, tutti al nord). Con proiezioni precedute ancora da un segno positivo, salvo rare eccezioni. Le slot machine dovrebbero aumentare i propri incassi di una percentuale tra il 25 e il 30%, così come le video lottery. Un leggero aumento si registrerà inoltre nelle scommesse sportive: solo il poker e l’ippica, mercati comunque secondari, vedranno diminuire la loro raccolta. La tendenza però si potrebbe invertire già da inizio 2018.

Il Presidente del Consiglio Gentiloni, 2017

La decisione dello Stato di tagliare il numero di slot machine infatti non potrà che avere effetti disastrosi sugli introiti degli esercenti. Il piano approvato dal governo prevede una riduzione del 34,9% del numero di apparecchi presenti sul territorio, scendendo a quota 265.000. La spallata colpirà la specialità che da sola costituisce un quarto dell’intero mercato, e va a toccare indirettamente le videolottery. Un ulteriore freno alle scommesse arriverà dall’applicazione dei regolamenti stabiliti dagli enti locali, che hanno applicato misure più o meno rigide per prevenire la ludopatia. Il termine distanziometro è quindi diventato una sorta di leitmotiv in molti comuni italiani, vietando la costruzione di mini-casinò vicino ai luoghi sensibili e impedendo il rinnovo degli esercenti già situati in zone ritenute a rischio. Inutile dire quanto questo possa avere un effetto domino sulle entrate degli operatori e sulle casse statali. Un bene per chi rischia di finire nel tunnel del gioco d’azzardo patologico, non altrettanto per i 400.000 addetti ai lavori italiani.

Approvazione Fondo Gap durante la Conferenza Stato-Regioni, 2017

E la Campania? Il mercato del gambling della regione dipende molto dal suo fulcro, Napoli. Il capoluogo di regione detiene il record di puntate nelle scommesse sportive, e rimane uno dei più attivi in agenzia. In tutto la Campania è la terza regione per volume di gioco, dietro solo a Lombardia e Lazio. Non a caso la recente conferenza Stato-regioni le ha assegnato 4,1 milioni di euro dei 45 previsti per tutta la nazione, meno solo delle due citate poco fa. La raccolta è meno forte nel settore delle slot machine, dove scende al quinto posto della graduatoria, con una spesa di 3,868 miliardi di euro distribuiti tra i quasi 6 milioni di abitanti. Da sottolineare il ritardo delle istituzioni nell’approvazione di leggi. Il limite agli orari di apertura da poco stabilito dal comune di Napoli dovrebbe aver tracciato il percorso per tutta la regione. I risultati si vedranno forse più avanti, ma è probabile che anche l’industria campana si avvicini a un periodo di sofferenza.

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