MILANO – Il boxing-day di San Siro non può che definirsi disatroso, altro aggettivo non calza meglio. Poteva e doveva essere un’occasione buona per accorciare le distanze dalla Juventus, fermata a Bergamo, ma il punto conquistato dai bianconeri si è rivelato addirittura utile per aumentare il distacco dal Napoli, che ci rimette capre e cavoli a San Siro, perdendo la partita in pieno recupero, Hamsik per inforunio e Koulibaly ed Insigne per espulsione.
In poche parole, un disastro. Eppure, prima della girata vincente di Martinez, il match-point l’aveva avuto il Napoli, con Zielinski, che pochi minuti prima della rete nerazzurra ha scaricato il suo destro su Asamoah, nel frattempo sostituitosi ad Handanovic a difesa della porta.
Sarebbe stata una vittoria forse immeritata anche da parte del Napoli che, in veritĂ , non ha proposto un gran gioco, ma cercando, nel corso della gara, di rintuzzare gli attacchi interisti e rendersi pericoloso di tanto in tanto.
La partita si era messa subito in salita, quando Icardi, da calcio d’inizio ha cercato il gol dell’anno, cercando di sorprendere Meret da centrocampo; missione fallita per una questione di centimentri, con la traversa colpita dall’argentino. Ancelotti schiera un Napoli con la novitĂ tattica di Callejon proposto come terzino destro, esperimento destinato (fortunatamente) ad interrompersi a causa del guaio muscaolare occorso ad Hamsik, sostituito da Maksimovic. Un cambio che ha riportato lo spagnolo nella sua posizione piĂą consona di esterno destro alto.
Gli azzurri però riescono a rendersi comunque pericolosi con Insigne, che prova a scaldare i guantoni di Handanovic, che opportunamente risponde. Resta, quello del numero 24 del Napoli, l’unico vero pericolo creato nel primo tempo. L’Inter sembra avere qualcosa in piĂą in fatto di corsa ed agonismo e potrebbe portarsi in vantaggio sul finale di tempo con Icardi, la cui conclusione (sporca) viene salvata da Koulibaly a pochi centimetri dalla porta.
Lo stesso senegalese, anche durante le prime fasi di gara è stato oggetto dei soliti pesanti ed incivili insulti razzisti ai suoi danni, tanto che lo speaker del Meazza ha dovuto piĂą volte intimare il pubblico di stemperare gli animi, ma non è servito a nulla. Koulibaly ha continuato la sua partita, ma con uno stato d’animo non propriamente sereno, che ha avuto come conseguenza ultima, l’espulsione a dieci minuti dalla fine.

Koulibaly è stato prima ammonito per fallo su Politano. La folla di San Siro ha continuato con i soliti “Buuu” e il difensore azzurro ha risposto con un applauso ironico, polemico e rabbioso che Mazzoleni ha interpretato come un atto di lesa maestĂ nei suoi confronti e lo ha espulso. Ennesimo manifesto di vergogna per un calcio italiano sempre piĂą alla deriva ed incapace di cambiare, per mettere fine a scempi di questo genere.
Alla ripresa delle ostilitĂ , l’Inter di nuovo vicina al gol con Icardi, il cui colpo di testa trova preparato Meret alla respinta. Poi, nei minuti finali, tutto un concentrato di emozioni. Come detto, prima il Napoli vicinissimo al vantaggio con la conclusione a botta sicura di Zielinski, poi la zampata decisiva di Lautaro Martinez, entrato da pochi minuti, che infila imparabilmente alla destra dello stesso Meret, che vede interrompere la sua imbattibilitĂ alle soglie della terza gara consecutiva. L’espulsione, a pochi secondi dal fischio finale, di Insigne; un eccesso di nervosismo, il suo che è la chiara testimonianza di come la gara sia cambiata e di come gli animi si siano scaldati dopo l’espulsione di Koulibaly.
Peccato aver perso in questo modo. Probabilmente un pareggio poteva stare anche bene al Napoli, che ha giocato un secondo tempo sicuramente migliore del primo, ma non si può cercare la vittoria solo nei minuti finali, ma cercare di ottenerla grazie ad una buona mole di gioco e, soprattutto, di qualitĂ , che purtroppo al Napoli di quest’ultimo sembra mancare. Il secondo posto è ancora saldamente in mano agli azzurri ma la Juventus scappa via, guadagnando terreno anche non vincendo. Ma non c’è tempo di piangere sul latte versato perchè all’orizzonte c’è giĂ il Bologna, ospite al San Paolo. La cavalcata azzurra deve riprendere; anche se siamo in clima di feste, il Napoli non può piĂą fare regali a nessuno.
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