#ammazzacaffé- Appuntamento col Cinema: Ladri di biciclette ed il Neorealismo

AMMAZZACAFFE’ – Era un’Italia di pionieri, di gente semplice che, dopo i disastri della Guerra, doveva rimboccarsi le maniche. Sul set solo attori non professionisti per evitare in pieno di tradire la scelta di essere autentici. Nacque così “Ladri di biciclette”, la pietra miliare del Cinema italiano.

Il regista Vittorio De Sica non osò fare altro che colorare di mimiche facciali, pause e linguaggi non verbali un intreccio tanto semplice quanto drammatico. Era il Neorealismo, una corrente che si attestava tra gli anni ‘30 e ‘40, incentrata sulla manifestazione della realtà e sulla critica borghese.

«Rintracciare il drammatico nelle situazioni quotidiane, il meraviglioso nella piccola cronaca» era l’intento del Regista che con una strabiliante verve e una magnifica sensibilità seppe fare narrazione di una fase storica maledettamente povera e tremendamente italiana, non pensando, tuttavia, di lasciare ai posteri la pellicola che divenne, negli anni a seguire, il monumento dell’arte cineasta nostrana.

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