L’Ammazzacaffé, “Mediterraneo”: la maledizione di essere italiani

L’Ammazzacaffé, “Mediterraneo”: la maledizione di essere italiani

“Mediterraneo” è il primo, grande film di Gabriele Salvatores


AMMAZZACAFFE’ – Tra le tante maledizioni c’è quella di essere italiani. C’è di peggio, per carità. Ma se si tratta di vincere una guerra, riconosciamocelo, non è affare nostro. “Mediterraneo” è il primo, grande film di Gabriele Salvatores.

In un film “corale” il Regista dipinge un quadro poetico e scanzonato di un gruppo italiani di pattuglia in un’isola greca durante la seconda guerra mondiale. A radio trasmittenti rotte, il nucleo militare rimane praticamente isolato – e dimenticato -, finendo per rinunciare a tutto, in attesa di non si sa che cosa.

A dare una sensazione di rilassatezza per tutta la durata del film è il blu sullo sfondo del mare, il Mediterraneo, che unisce le virtù di tutti quei popoli (italiani, greci) che con l’impulsività e la belligeranza tedesca non c’hanno mai avuto nulla a che fare.