“Ascoltami”, il racconto di una storia vera nel nuovo corto di Jay Ruggiano: “Diamo voce all’autismo”

“Ascoltami”, il racconto di una storia vera nel nuovo corto di Jay Ruggiano: “Diamo voce all’autismo”

Per realizzare parte del film ispirato alla vita di un giovane di Giugliano affetto dal disturbo di spettro autistico, è partita una campagna di crowdfunding


GIUGLIANOJay Ruggiano, giovanissimo regista originario di Villaricca, è pronto a tornare con un nuovo cortometraggio dopo l’incredibile successo di Scenario, corto di denuncia sociale che può vantare importanti candidature e premi come quello come Miglior Regista Esordiente ai Best Director Awards 2020.

“Ascoltami”, il titolo del nuovo progetto di Jay, sarà un emozionante racconto liberamente ispirato ad una storia vera, definita dallo stesso regista “meravigliosa”. Al centro della narrazione ci sarà un giovane ragazzo affetto dal disturbo di spettro autistico e l’itinerario della sua vita, la storia delle difficoltà incontrate e gli ostacoli che la sua famiglia ha dovuto affrontare, trovandosi sola contro una società fortemente discriminante. Il racconto sottolineerà l’incontro di Mirko, nome di fantasia, con un musicoterapeuta che attraverso un percorso, non sempre facile, è riuscito a far si che quella bolla che lo rendeva “diverso” dagli altri si rompesse.

Durante una chiacchierata esclusiva, Jay ci ha spiegato il progetto che ruota intorno ad “Ascoltami” e di come il prodotto cinematografico possa sviluppare una nuova coscienza circa l’autismo in tutte quelle persone cosiddette normodotate, spingendole a capire cosa realmente si cela dietro a coloro che vengono considerati, troppo spesso e erroneamente come individui da emarginare. Il film vuole farsi portavoce delle ingiustizie e delle difficoltà che tutte le persone affette da autismo sono costrette a subire iniquamente.

Come è nata l’idea alla base di “Ascoltami”?
“Tutto è nato in modo causale, da un pensiero che mi è scattato in testa dopo un incontro con Salvatore Cecere, musicista con il quale avevo collaborato al mio primo cortometraggio Scenario. Ci siamo incontrati dopo un lungo periodo di lontananza, dovuto anche alla pandemia, perché dovevo consegnargli dei premi vinti a nome suo per il primo film. Ci siamo ritrovati a parlare di ciò che stavamo facendo e io gli ho posto delle domande circa il suo lavoro di musicoterapeuta. Salvatore mi ha raccontato di come attraverso la musica riuscisse ad aiutare persone con diverse problematiche, più o meno gravi e in particolare mi ha riportato la storia di un giovane ragazzo di Giugliano affetto da autismo e come era riuscito, proprio attraverso la musicoterapia a migliorare le proprie capacità cognitive. Questa forte testimonianza, mi ha fatto pensare a come fosse possibile che un lavoro così importante come quello del musicoterapeuta non venisse considerato al pari di altri mestieri legati all’ambiente delle scienze, nonostante ci siano esempi concreti che ne attestano l’efficacia. Durante una vacanza con la mia ragazza, ho ripensato più volte alla storia raccontatami da Salvatore e ho riflettuto sull’impatto che questa avesse avuto su tutti coloro che l’avrebbero ascoltata; doveva arrivare a più persone possibili”.

Perché ti ha colpito in modo particolare?
“Questa storia mi ha colpito in modo particolare non solo perché il ragazzo, essendo di Giugliano era territorialmente vicino a me, ma, anche, perché attraverso la musica era riuscito a riscattarsi da quell’etichetta negativa che gli altri gli avevano addossato. Attraverso la musica, è riuscito a farsi guardare e ascoltare dagli altri, da tutti coloro che lo consideravano un emarginato in quanto diverso”.

Il titolo di questo tuo secondo cortometraggio è “Ascoltami”, l’abbiamo ripetuto più volte. Ma come mai hai scelto proprio questo per il tuo film?                                                                                                                                                                                 “Il titolo è stato scelto da me e dalla mia co-autrice Federica Cimmarulo, che è stata sceneggiatrice anche di Scenario. Ad oggi possiamo dire che non c’è titolo migliore per questo progetto. Ascoltami ha in sé tanti significati, può concretizzare il connubio tra musicoterapia e autismo che sono gli argomenti sui quali si fonda il film, ma può rappresentare anche altro. Ascoltami può essere inteso come il grido di tutte quelle persone che come Mirko, il protagonista della storia, non si sentono capite, comprese e ascoltate. Ascoltami è, anche, la richiesta d’aiuto di tutte quelle famiglie lasciate sole dallo Stato, abbandonate al loro destino. Ascoltami è una parola che porta in sé un rafforzativo che induce alla riflessione, quella che noi vogliamo suscitare all’interno della coscienza di tutti coloro che guarderanno il film”.

Come ha influito, se l’ha fatto, l’esperienza della pandemia sul tuo progetto?
“La pandemia e, in particolar modo, la quarantena hanno influenzato sicuramente il mio pensiero che si è poi riversato su Ascoltami. In un momento così difficile per tutti noi, non nego che come artista mi sono sentito abbandonato, lasciato solo. Mi sentivo privato della mia creatività. Solo in un secondo momento ho iniziato a riflettere e a prendere coscienza di ciò che stava accadendo. Mi sono guardato attorno e ho capito che sarebbe stato per tutti noi un periodo in cui prendere consapevolezza dei problemi che affliggono la nostra società. Questo mi ha portato a prendere coraggio, ho capito che non ci sarebbe stato tempo migliore per poter dare alla luce Ascoltami. Adesso questa storia può realmente far riflettere le persone, farle capire che l’autismo non deve essere considerato un problema lontano da noi, che diverso non vuol dire sbagliato. Per farla breve, questo è un momento giusto per piantare un seme che domani potrà essere un grande albero“.

Com’è stato rapportare l’idea del corto alla realtà della produzione?
“Come tutti i progetti cinematografici non è semplice trasformare ciò che è un’idea in un prodotto vero e proprio. Subito io, insieme alla The Jack Studio di Salvatore Cecere, luogo in cui si è svolta in gran parte la storia vera che andremo a raccontare, abbiamo lavorato per step. In primis, ci siamo circondati di un cast tecnico di cui fidarci, come la Factory Studio con la quale ho collaborato anche per Scenario, e che avesse a cuore la nostra causa”.

Jay, infatti, ci ha raccontato che alla colonna sonora hanno lavorato Salvatore Cecere e Paolo Astarita, pianista e docente di pianoforte, nonché insegnante del ragazzo su cui è ispirata la storia,  insieme al rapper napoletano PeppOh che, vicino alla tematica, si è mostrato subito favorevole al progetto. Inoltre, a seguire la realizzazione del cortometraggio ci sarà anche la dottoressa Veronica Lista, neuropsicologa attivamente impegnata sul territorio giuglianese, che sarà supervisore dei concetti principali in relazione all’autismo. Tra il cast artistico oltre al nome dello stesso Jay che vestirà i panni del protagonista della storia ci saranno altri nomi professionisti come Mario Raffaello Lucarelli che indosserà gli abiti del musicoterapeuta, Riccardo Feola, noto al pubblico del piccolo schermo per ruoli in diverse fiction come I bastardi di Pizzofalcone e attivo in ambito teatrale come membro stabile della compagnia di Luca De Filippo, nel ruolo del padre del protagonista e l’attrice Veronica Andreano che interpreterà invece la madre. Nel cast anche una giovane attrice emergente, Simona Petrosino che dovrà interpretare la sorella gemella di Mirko.

Per la realizzazione del corto avete, però, riscontrato problemi nel budget, come potrete risolvere questo problema?
“Purtroppo in una situazione come quella che ci siamo trovati a vivere, il settore cinematografico e in particolar modo quello della produzione ne ha risentito fortemente. Per la realizzazione del corto ci vuole un preciso budget che con la parte di autofinanziamento messa a disposizione da me e dalla The Jack Studio, non riusciamo a coprire. I costi per la produzione sono saliti anche in seguito alle norme anticovid. Infatti, il budget si è dilatato di molto in quanto non potendo ricorrere all’assistenza delle ASL locali, siamo costretti a chiedere aiuto ai centri privati per effettuare i tamponi Anti-Covid ai tecnici ed attori sul set. Questa spesa fa lievitare il budget, ma la sicurezza e la salute vengono prima di tutto. Purtroppo, lo Stato non mette a disposizione in tempi rapidi fondi da poter utilizzare e per tale motivo abbiamo deciso di dar vita ad una campagna di crowdfunding per far si che Ascoltami veda la luce”.

La raccolta fondi è importante per far si che Ascoltami venga prodotto, vuoi dire ai nostri lettori l’importanza che ha la realizzazione del film?
“Certo, attraverso Ascoltami potremmo andare nelle scuole a parlare dell’autismo e sensibilizzare i giovani a quello che viene visto come un problema spesso senza soluzione. Noi vogliamo dimostrare come la musicoterapia può aiutare nel percosso di vita a far si che un giovanissimo affetto da tale disturbo possa migliorare le proprie capacità con un progressivo miglioramento della sua quotidianità. Vogliamo essere vicini a tutte quelle famiglie che si sentono sole, facendole capire che una soluzione c’è”.

La campagna di crowdfunding è partita il 22 maggio sul portare Indiegogo raggiungibile attraverso il link che troverete a fine articolo e durerà 52 giorni. Le donazioni potranno essere libere oppure si potranno acquistare dei Perks. Con quest’ultima modalità, infatti, l’acquirente riceverà dei regali in relazione alla somma versata. Ogni pacchetto avrà un prezzo ed ad ogni prezzo corrisponderà una sorta di ricompensa. Una terza modalità di partecipazione è quella, nei casi un cui si è impossibilitati a donare per problematiche personali ma si ha preso a cuore la causa, di diffondere la campagna di raccolta fondi a più persone possibili.

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