NAPOLI – La IV Sezione Penale della Corte d’Appello di Napoli ha annullato la sentenza emessa dal Tribunale di Napoli Nord che condannava il giuglianese S.S. a 11 anni di reclusione per violenza sessuale aggravata nei confronti della figlia di 7 anni. L’uomo, difeso dall’avvocato Antonio Dell’Aquila, aveva sempre respinto ogni accusa, sostenendo che le prove a suo carico fossero equivoche e mal interpretate.
I fatti e le accuse
Secondo le accuse formulate nel settembre 2021, l’uomo avrebbe abusato sessualmente della figlia all’interno della propria abitazione a Giugliano. Gli inquirenti avevano raccolto elementi indiziari basati su intercettazioni ambientali, telefoniche, videoriprese, testimonianze e consulenze tecniche. Sulla base di tali elementi, il GIP del Tribunale di Napoli Nord, il dott. Farina, aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, accogliendo la richiesta del PM, la dott.ssa Navarro, nell’ambito della procedura prevista dal codice rosso per la tutela delle vittime di violenza.
Tuttavia, già nell’ottobre 2021, il Tribunale del Riesame di Napoli aveva scarcerato S.S., accogliendo la tesi della difesa secondo cui i gravi indizi di colpevolezza non erano sufficientemente chiari. L’avvocato Dell’Aquila aveva sottolineato come gli elementi raccolti potessero essere interpretati in modo diverso, attribuendo agli atteggiamenti dell’uomo un intento affettuoso e non criminale.
La sentenza annullata
La condanna a 11 anni di reclusione, emessa in primo grado dal Tribunale di Napoli Nord, è stata ora annullata dalla Corte d’Appello. I giudici hanno accolto le argomentazioni dell’avvocato Dell’Aquila, che aveva contestato la validità delle prove e la loro interpretazione. La decisione della Corte d’Appello rappresenta un punto di svolta in un caso che ha suscitato grande clamore e divisione nell’opinione pubblica.




