NAPOLI/VILLARICCA – Novità clamorose nel processo il clan Ferrara-Cacciapuoti, egemone nella zona di Villaricca. I giudici hanno infatti deciso per la scarcerazione di Luigi Cacciapuoti, detto “Gigi”, e Domenico Ferrara (‘O Muccuso) annullando di fatto il rinvio per un nuovo esame.
Attraverso l’ordinanza emessa il 15.5.2023, il Gip del Tribunale di Napoli aveva rigettato la richiesta —avanzata dal Pubblico Ministero in data 8.4.2023 – di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di Ruocco Giuseppe, D’Altrui Giulio, Ferrara Domenico e Cacciapuoti Luigi escludendo la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza a loro carico; analoga decisione era adottata dal GIP relativamente alla richiesta di applicazione della misura degli arresti domiciliari nei confronti di Ferrara Francesco.
FERRARA Domenico detto Mimi ‘O Muccuso, e CACCIAPUOTI Luigi detto Gigi, quali mandanti: RUOCCO Giuseppe e D’ALTRUI Giulio, quali materiali esecutori della condotta criminosa, mediante minaccia posta in essere con le condotte di seguito indicate, compivano atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere i promittenti venditori dell’immobile a corrispondere al clan una somma dell’importo di 50.000,00 euro e a costringere i promittenti acquirenti a far eseguire i lavori alle imprese imposte dal clan; non riuscendo nell’intento per cause indipendenti dalla propria volontà in quanto la vittima denunciava l ‘intimidazione ricevuta.
Francesco Ferrara compiva invece atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere la vittima a non denunciare i fatti, non riuscendo nell’intento per la ferma determinazione del FASANO a denunciare i fatti.
Il Tribunale del Riesame di Napoli aveva invece accolto l’appello del pubblico ministero ed applicato la custodia cautelare agli imputati.
La cassazione aveva già annullato l’ordinanza del Tribunale del riesame, con rinvio per nuovo esame in merito ai gravi indizi di colpevolezza.
Il Tribunale del Riesame di Napoli, ancora una volta, aveva applicato la custodia cautelare in carcere per tutti gli imputati, che hanno deciso di ricorrere innanzi alla Suprema Corte, che ha poi annullato il mandato di cattura solo per i boss Luigi Cacciapuoti e Domenico Ferrara, accogliendo così le richieste difensive dei legali Briganti, Chiummariello e Poziello.




