Processo Maradona annullato, si riparte da zero: una giudice coinvolta in un documentario

 

È stato annullato il processo per la morte di Diego Armando Maradona, avviato lo scorso marzo a Buenos Aires per accertare le eventuali responsabilità dello staff medico nei giorni precedenti al decesso dell’ex calciatore. La decisione è arrivata dopo la scoperta che una dei tre giudici del tribunale di San Isidro, Julieta Makintach, stava realizzando un documentario sulla vicenda, intitolato Giustizia Divina, nel quale compariva come protagonista e in cui si ipotizzava già che Maradona fosse stato “ucciso“.

Una condotta ritenuta inaccettabile, tant’è che ha compromesso l’imparzialità dell’intero processo. A darne comunicazione è stato proprio uno dei giudici, Maximiliano Savarino, che punta il dito contro le azioni della collega per aver danneggiato sia l’accusa che la difesa, rendendo inevitabile l’annullamento del dibattimento. La Makintach era stata prima sospesa e poi estromessa dalla corte nei giorni scorsi, dopo la diffusione di un trailer e la scoperta della sceneggiatura già scritta.

Nel processo, sette professionisti sanitari erano accusati di aver abbandonato il campione a una lunga agonia, e ora rischiano pene fino a 25 anni.
Ora spetta alla procura una rapida nomina di un nuovo tribunale, così da poter ripartire da capo con le testimonianze e arrivare a una sentenza entro l’anno.

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