La spiaggia pubblica della Gaiola resterà a numero chiuso. Il Tar Campania ha respinto il ricorso dell’associazione Mare Libero che chiedeva il libero accesso all’arenile di Cala San Basilio e la rimozione del cancello d’ingresso, confermando così la legittimità del sistema di accessi contingentati gestito dall’Area Marina Protetta.
Secondo i giudici amministrativi, la limitazione non lede il diritto al mare libero, ma rappresenta un “equilibrato bilanciamento” tra fruizione pubblica, sicurezza e tutela del patrimonio ambientale e archeologico. Una libertà assoluta – si legge nella sentenza – comprometterebbe la vivibilità dell’area e ne metterebbe a rischio la conservazione per le future generazioni.
Soddisfatto il direttore del Parco Sommerso della Gaiola, Maurizio Simeone: “È una vittoria di civiltà. Dopo anni di lavoro per restituire decoro e bellezza a questo luogo unico, potremo continuare a tutelarlo con serenità”.
Mare Libero aveva contestato l’accordo del 2023 tra Comune, AMP e Autorità Portuale, sostenendo che il cancello violasse il diritto di accesso al demanio marittimo. Ma per il Tar le misure adottate hanno portato a una “rinaturalizzazione spontanea” dell’area, in passato vittima di degrado e sovraffollamento. Il Parco Sommerso della Gaiola, istituito nel 2002, si estende per 41,6 ettari nel tratto costiero tra Marechiaro e Trentaremi e custodisce preziosi resti archeologici di epoca romana.




