Focus Lecce – Napoli. La zuccata di Zambo Anguissa regala un Halloween in testa alla classifica

LECCE – Un Halloween felice in casa Napoli, grazie alla “zuccata” da tre punti di Zambo Anguissa. Un colpo di testa fuori dal niente, nel piatto ed anonimo pomeriggio del Via del Mare, teatro dell’anticipo del turno infrasettimanale di Serie A, nel quale, i campioni d’Italia erano chiamati a confermare i segnali di crescita avvertiti contro l’Inter ed assicurarsi qualche ora in testa solitaria, aspettando la Roma.

I segnali di crescita ci sono stati, ma solo sotto l’ottica del risultato, che in fondo è quello che conta, al termine di una partita soporifera, che ha vissuto i suoi unici, due importantissimi momenti di tensione, nel secondo tempo: il rigore fallito da Camarda, quando ancora ci si trascinava stancamente sullo 0-0 e, appunto, il colpo di testa di Zambo, che fissa il finale sull’1-0 a favore degli azzurri.

Prima e dopo accade davvero poco. Conte torna nella “sua” Lecce con una squadra rivoluzionata dalle assenze e dall’esigenza di applicare il turnover a causa della moltitudine di impegni in arrivo.
Trovano spazio nell’undici titolare Lucca e Lang. Il primo si giocava una carta importantissima, alla ricerca di una svolta, che neppure ieri è arrivata. Ancora lontanissimo da standard accettabili, l’ex-Udinese è stato impalpabile e poco pericoloso, nelle rare occasioni in cui è stato chiamato in causa. Spesso anticipato dall’avevrsario, lento nei riflessi, la sua partita si è ridotta a qualche sponda e poco altro. Niente di cui rallegrarsi, se non per il fatto che ieri si è rifatto vivo Hojlund, assente dalla partita contro il Genoa, di cui, a questo punto si sente un bisogno viscerale. Unica attenuante per il giovane attaccante: il Napoli senza De Bruyne e con McTominay parcheggiato inizialmente in panchina, di qualitĂ  tecnica ne ha davvero poca poca e, a dire il vero, anche con la presenza in campo dello scozzese e del belga, le occasioni da gol si contavano sulle dita di una mano.

Ci sarebbe stato Lang, anche lui in cerca di spazio e dimensione in questa squadra. Sfortunato, l’olandese, costretto ad uscire per infortunio dopo una botta presa sul finale di primo tempo, ma prima, a parte qualche incoraggiante fiammata, non è che avesse fatto chissĂ  cosa. Peccato per l’infortunio, ma la “provvida sventura” in questo caso si manifesta con l’ingresso di Neres, che produce l’assist per il colpo di testa vincente di Zambo. Magari, fosse rimasto in campo qualche minuto in piĂą, forse anche l’olandese avrebbe tirato fuori qualcosa di creativo, ma in realtĂ  i suoi primi quarantacinque minuti da titolare si perderanno nell’anonimato. Era la sua grande occasione, e in attesa della prossima, non possiamo parlare di bocciatura, ma almeno di rivedibilitĂ , che ci va molto vicino, dato che da calciatori come lui si chiede quel qualcosa in piĂą, quella giocata che è nelle sue corde e ne suoi piedi ma che, per un motivo o per un altro non arriva ancora, che esuli dalla solita, lenta, prevedibile manovra di gioco.

Perchè la veritĂ  è che il Napoli è piatto nella sua proposta di gioco, dalle poche idee e neppure chiare. Squadra in pale difficoltĂ  senza titolari come McTominay, Neres, Hojlund, De Bruyne. Non è un caso che, con l’innesto dei primi tre, la squadra abbia trovato qualche soluzione in piĂą, andando a riempire l’area di rigore con gente che negli ultimi sedici metri sa come rendersi pericolosa. Neppure il ritorno al 4-3-3, causa l’assenza a lungo termine di De Bruyne, porta benefici ai campioni d’Italia, che sbattono sistematicamente contro un ben organizzato Lecce, che forse il punticino lo avrebbe meritato.

Ma gli astri a favore permettono al Napoli di sbancare il Via del Mare grazie a colui che, in questo momento, si sta rivelando l’anima trainante di questa squadra. Zambo Anguissa firma il suo quarto gol in campionato, a confermare il suo altissimo picco di rendimento: presenza dominante in mezzo al campo, letale quando mette piedi (e testa) in area di rigore. In questo momento Conte non può precindere dalla presenza del camerunense, troppo importante non solo per la dotazione di gol che ha in serbatoio, ma anche per quelle caratteristiche fisiche che nessun altro ha. E’ uno dei pochi che non conosce turnover, se non in rare occasioni, uno dei motivi di improvvisi cali di rendimento. In questo momento, che il Dio del calcio lo preservi, altrimenti questo Napoli avrĂ  moltissime difficoltĂ  da superare, oltre a quelle che giĂ  ha.

Una delle tante è quella di ridare soliditĂ  e sicurezza alla difesa: non fosse stato per Milinkovic Savic, abile nel neutralizzare il calcio di rigore di Camarda, staremo parlando dell’ennesima partita nella quale il Napoli prende gol. Invece, il clean-sheet è una delle note liete del pomeriggio salentino, insieme all’imminente rientro di Rrahmani, la cui assenza di è scoperto essere molto piĂą pesante di quanto si pensasse. Difesa che ieri ha rischiato di capitolare sul fallo di mano di Juan Jesus, che ha prodotto il calcio di rigore. Stavolta il portiere ex-Torino si fa notare per la sua specialitĂ , ossia parare i tiri dal dischetto, dimostrando che non è un mezzo brocco, poco apprezzabile nelle sue simil-parate di Eindhoven, ma un buon portiere, che riesce a restare concentrato anche nell’unica occasione nella quale l’avversario si rende pericoloso.

Non è una coincidenza che il Napoli non prende gol proprio nel momento in cui il 4-3-3 e qualche uomo di corsa in più, come Elmas, come Gilmour, come Olivera, la difesa si ritrova ad essere più protetta e quindi più schermata dagli attacchi avversari. Le sbavature restano, qualche spazio vuoto ed incustodito lo si è visto, come nel primo tempo su un tiro, per fortuna impreciso, di Berisha.

L’infortunio di De Bruyne, involontariamente, toglie Conte dalla scomoda posizione di dover inventarsi soluzioni per mettere in campo il belga e McTominay. L’assenza del belga può dare modo al mister di riassettare la squadra partenopea secondo canoni piĂą consoni alle caratteristiche degli uomini a disposizione, anche se a uno come De Bruyne difficilmente si rinuncia e la sua assenza non può assolutamente rappresentare una soluzione ai problemi tattici di Conte, che si sono palesati anche ieri.

Pertanto, in attesa di una qualitĂ  di gioco migliore, ci teniamo il risultato. Difficile pensare, però, ad un Napoli che rubi l’occhio per estetica e calcio accademico. PiĂą semplice pensare ad una squadra che punterĂ  sempre sulla giocsta individuale o all’episodio che sposti l’equlibrio. Come accaduto ieri, come in altre circostanze. Con tutto il piacere di essere smentiti, ci mancherebbe altro. Intanto, il Napoli si gode un’altra giornata a guardare le altre dall’alto verso il basso. E quando è così, quando il risultato c’è, tutto il resto, le chiacchiere, le disquisizioni tecnico-tattiche, le critiche e le polemiche passano in secondo piano, come chiacchiere senza significato o quasi.

 

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